Francesco Moser nel nome di Alessandro Mazzinghi. Il ciclista italiano più vincente della storia con 273 successi in carriera, tra cui un Giro d'Italia, un campionato del mondo, tre Parigi-Roubaix di fila, una Milano-Sanremo, due giri di Lombardia e il record dell'ora a Città del Messico nel 1984 sfondando il muro dei 50 chilometri, ha ricevuto giovedì sera in un gremitissimo Teatro Era di Pontedera il premio in memoria del grande pugile pontederese due volte campione del mondo dei pesi medi jr e scomparso nel 2020 all'età di 82 anni. Il riconoscimento celebra da cinque anni figure che hanno lasciato un segno indelebile nello sport italiano. Nelle edizioni precedenti erano stati premiati Mario Cipollini, Marcello Lippi, Giancarlo Antognoni e Giacomo Agostini. La famiglia Mazzinghi e la commissione hanno voluto premiarne non solo i trionfi sportivi, ma anche la capacità di incarnare valori come determinazione, lealtà, spirito sportivo e passione che avvicinano il suo percorso a quello del pugile a cui il premio è intitolato. "Ricevo questo premio con molto piacere - le parole di Moser sul palco - Mazzinghi è stato un grande campione rimasto nella memoria di tutti". Oggi Moser continua a usare la bici "ma quella elettrica… Dopo 20 anni di corse e con 1 milione di chilometri percorsi, il fisico è strapazzato".
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