INFERMERIE PIENE

Serie A, almeno due infortuni per le "europee": non doveva essere una sosta per scongiurare infortuni?

Le squadre di Serie A impegnate nelle coppe europee devono fare i conti con tante indisponibilità. Una circostanza che genera perplessità sulla pausa Nazionali di tre settimane

Chi si ferma è perduto. Anche se siamo a metà di questo tour de force e le infermerie delle big di Serie A non accennano a svuotarsi. Anzi, tendono a riempirsi nel caso delle sette sorelle impegnate tra Champions, Europa e Conference League. Dopo la tre giorni europee, ieri Torino-Monza ha inaugurato l'ottavo turno di campionato. I rispettivi allenatori devono dosare le scelte, ma soprattutto le forze dei propri allievi. Va trovato tuttavia l'equilibrio per evitare di incappare in inciampi che possono inficiare nel percorso, sia tra i confini italiani che in Europa. E sappiamo quanto l'impegno infrasettimanale rischi di penalizzare il rendimento durante il weekend. 

Teoria corroborata da fatti reali. Una serata occupata tra martedì, mercoledì o giovedì ha sempre coinciso con un passo falso nel successivo turno di A. Un pacchetto in cui va incluso, inevitabilmente, l'appesantimento dei muscoli per i calciatori. Se si dà un occhio alle cartelle cliniche delle sette sorelle, emergono almeno due infortuni cadauno. E, aspetto non secondario, incidenti avvenuti a seguito della maxi-sosta di tre settimane. Una pausa studiata dalle confederazioni per ridurre i viaggi intercontinentali. Ma che, forse, ha ottenuto l'effetto opposto. Accorpare gli impegni infittendo calendari già gonfi ha prodotto effetti nefasti per le società. 

Non può essere un caso se la Lazio, sgombra di appuntamenti in "giorni feriali", non presenti ulteriori defezioni dal ko rimediato da Gudmundsson a fine settembre. 

Fortemente penalizzata la Juventus che ha un conto in sospeso con la sfortuna. Solo negli ultimi sei giorni, Spalletti ha perso Conceiçao (che ne avrà per un mese a causa della lussazione alla spalla), Nico Gonzalez e Celik, quest'ultimi "caduti" in un colpo solo giovedì contro il Rennes. E vanno verificate le condizioni di Pape Sarr. 

Durante la sosta, in casa Inter, Jones aveva raggiunto il connazionale Stones in infermeria. Dopo il match contro il Bruges, in poche ore, Lautaro Martinez e Benjamin Pavard hanno sostenuto esami che hanno evidenziato nell'ordine un risentimento ai flessori della coscia sinistra e un problema all'adduttore. Fastidio, quest'ultimo, accusato per ultimo anche da Luis Henrique. 

Poteva essere un derby senza attaccanti cardine, quello del 31 ottobre. Per il momento, Gonçalo Ramos avrebbe messo alle spalle il sovraccarico al polpaccio. Ciononostante, Amorim dovrà affrontare la sua prima stracittadina milanese senza Gabbia e Chukwueze, oltre al lungodegente Saelemaekers.

Chi desta maggior curiosità è il Como, specialmente per il modo in cui affronterà il Sassuolo dopo la sbornia di Champions. I giocatori offensivi di Fabregas saranno costretti agli straordinari, viste le assenze di Jesus Rodriguez, Diao, Kean e Liberali. Lavoro suppletivo anche per Ramon e Kempf causa problema muscolare di Chalobah, uscito anzitempo domenica scorsa a Firenze. 

Trequarti dimezzata anche per Gasperini, orfano di Dybala e Pellegrini. Dietro Malen potrebbe aggirarsi un Cristante avanzato (finalmente una buona notizia, il suo rientro). L'ex Atalanta a doppio servizio data l'indisponibilità di un perno come Manu Koné, malconcio dalla super sfida di Champions contro il Real Madrid. Il francese  è una colonna così come lo è Mile Svilar, rimasto a Trigoria durante la pausa. "Riposo" che non ha impedito la frattura del dito del piede. 

E sicuramente Maurizio Sarri non starà benedendo (eufemismo) un'agenda così fitta, notoriamente riluttante ad andare in panchina ogni tre giorni. Se Como e Roma hanno attacchi incerottati, l'allarme rosso in casa Atalanta riguarda il reparto arretrato. Al ritorno dalla sosta, si sono fermati prima Scalvini e successivamente Kolasinac, mettendo in emergenza una zona già segnata dall'inutilizzabilità di Kossounou e Hien. Non se la passano benissimo neanche il centrocampo (Kessié out) e l'attacco, con lo sfortunato Raspadori infortunatosi calciando il rigore valido per il 2-0 sul Pafos. 

Chiudiamo, per impartire un pizzico di ottimismo, con chi per il momento se la passa un po' meglio. Ma che non meno di altre ha dovuto fare i conti con incidenti lungo la via. Allegri sta recuperando, piano piano, diverse pedine. Ma bisognerà aspettare ancora qualche giorno, tra i ranghi del Napoli, per rivedere Neres, Alisson Santos, Vergara e Buongiorno. Maggior pazienza va riservata, infine, per Favasuli. 

In definitiva, in alcuni casi non sono sufficienti le dita di una mano per contare le defezioni. Indiscutibilmente dobbiamo fare i conti con questo calcio non-stop. E contestualmente vanno imputate responsabilità agli allenatori sulle condizioni fisiche dei propri. Ma di certo una stagione impostata in questo modo non aiuta calciatori, allenatori e club. Soprattutto, a risentirne è anche lo spettacolo del campionato.