La proposta ha radici storiche e popolari eppure è innovativa, finora unica in Italia: realizzare le standing zones (aree in cui stare in piedi) nello stadio Ferraris di Genova e - in scia - in tutti gli impianti italiani. Il progetto è veicolato da tempo dall'Associazione Club Genoani che ieri ha tenuto una conferenza in città: c'erano tifosi, politici ed esponenti di altre tifoserie straniere. Ma cos'è la standing zone e perché può contemperare calcio popolare, sicurezza e modernità?
LA PROPOSTA
È un po' come tornare al passato guardando al futuro. Il progetto di restyling dell'iconico Ferraris prevederebbe, nel rispetto della normativa vigente, una riduzione di capienza a 31600 posti. Con le standing zones nelle gradinate, invece, il numero di posti disponibili si alzerebbe a circa 36000 (ne verrebbero guadagnati tra i 2000 e i 2500 in ognuno dei due settori). Il meccanismo è identico a quello già sperimentato con successo all'estero, in particolare in Germania (ma anche in Inghilterra, Austria, Scozia e Olanda).
La novità introdotta è il rail seat, un seggiolino binario sul quale sedersi (obbligatorio farlo a prescindere per Euro 2032), ma allo stesso tempo richiudibile in verticale e bloccato dagli addetti allo stadio per consentire ai tifosi di assistere in piedi alle altre partite aumentando, e non di poco, la capienza totale rispetto alla modalità posti a sedere.
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I VANTAGGI
Oltre all'effetto capienza le standing zones, come sottolineato più volte da Paolo Caricci, presidente dell'Associazione Club Genoani, permetterebbero di combattere il caro biglietti (più posti, più disponibilità, meno onerosità) e di agevolare la sicurezza all'interno degli stadi in quanto - sottolinea l'Associazione - verrebbe azzerata la possibilità di vedere gente in piedi sui seggiolini (pericolosa abitudine) e sarebbero gestiti in maniera più ordinata ed efficiente i flussi di uscita dei tifosi.
ESPERIENZA, OSTACOLO E TRASVERSALITÀ
L'importazione del modello tedesco è, per ora, frenata dall'attuale normativa vigente in Italia, un dm del 1996 che prevede posti a sedere obbligatori negli stadi con capienza superiore alle 2000 unità. Conferme sull'affidabilità del sistema sono arrivate, intanto, ieri da Genova dove esponenti della tifoseria del Borussia Dortmund (che ha le standing zones attive in Bundesliga, non in Champions e per le gare della Nazionale) hanno portato la loro esperienza: "Nella nostra curva ci sono 25mila persone in piedi - il concetto espresso dai presenti - e le statistiche sugli incidenti sono diminuite. Se lo facciamo noi in 25mila perché non si può fare qui a Genova?".
Sulla proposta di introduzione delle standing areas è stato interpellato anche il Parlamento che, in maniera trasversale, avrebbe dato le prime aperture sull'argomento.