
Pallone d'Oro 2026, la vittoria (meritata) di Kane ribalta le gerarchie del calcio mondiale
Il centravanti inglese trionfa, a 33 anni, dopo una stagione da record. Mbappé secondo a mani vuote, Yamal si consola col premio di miglior giovane

Alla fine ha vinto lui, il meno chiacchierato di tutti. Harry Kane è il Pallone d'Oro 2026. Trionfa all'età di 33 anni, dopo una stagione da record con 73 gol complessivi, che gli è valso anche la Scarpa d'Oro. La scorsa stagione il centravanti inglese ha chiuso al terzo posto con l'Inghilterra al Mondiale, vincendo prima la Bundesliga, la Coppa di Germania e la Supercoppa con la maglia del Bayern Monaco. Un'annata da incorniciare quella dell'Uragano, consacrata col titolo individuale più importante, anche un po' per la carriera. Chi esce a mani vuote, ancora una volta, è Kylian Mbappé. Secondo posto per il francese. Gradino più basso del podio per il baby fenomeno, Lamine Yamal, che si consola col premio di miglior giovane.
La 70esima edizione del Pallone d'Oro ha ribaltato le gerarchie del calcio mondiale e alcune convinzioni che ci portavamo dietro da anni ormai. La concezione secondo cui il calciatore più forte del mondo conquisti automaticamente il Ballon d'Or è (quasi) del tutto superata. Lo dimostrano gli ultimi anni, con i successi di Rodri prima e Ousmane Dembélé poi. Possiamo quindi considerare conclusa l'era delle "narrazioni a favore di": i tanto incensati Mbappé e Yamal dovranno attendere almeno altri trecentosessantacinque giorni per sollevare il loro primo titolo iridato in carriera. Sfuma poi l'ultima chance di successo per Lionel Messi, autore di una Coppa del Mondo da MVP, persa soltanto in finale contro la Spagna.
Il vero robbed della serata, però, è Khvicha Kvaratskhelia. Il sesto posto del georgiano non rende giustizia a un giocatore capace di trascinare il Paris Saint-Germain al back-to-back in Champions League, ma che non ha partecipato al Mondiale. Un altro furto, se così si può dire, è il decimo posto per Fabian Ruiz. L'ex Napoli non è mai stato un calciatore "sotto i riflettori", ma la sua annata è stata praticamente perfetta: UCL, Ligue 1, Super Cup, Trophée des Champions, Coppa di Francia col PSG, Mondiale da titolare con le Furie Rosse. Eppure non è basta per classificarsi più in alto dell'ultimo posto tra i primi dieci. Pure il suo compagno di nazionale, Yamal, si è dovuto arrendere, nonostante i trofei col Barcellona, a causa di una Coppa del Mondo giocata da fantasma al netto dei 19 anni.
La sensazione è che abbia vinto, dunque, il più meritevole in una delle stagioni comunque più incerte di sempre. Dopo questa assegnazione nasce una domanda. Che cosa deve fare di più uno che a 27 anni è già il miglior goleador all-time della storia dei Mondiali? Parlo ovviamente di Mbappé. Non ha vinto nulla col Real Madrid e la Francia, ma sua la presenza in campo lo rende (probabilmente) il miglior calciatore del pianeta. Non sarà facile per lui continuare con questi ritmi forsennati. Di certo non si fermerà, ora che brama il premio più che mai. Come lui anche il talento spagnolo dei catalani. Entrambi hanno iniziato la nuova stagione da alieni e solo il tempo ci dirà chi dei due vincerà per primo il Pallone d'Oro, se mai lo faranno.
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