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Baccin si muove per il rinnovo di Thuram: il francese non si muove dall'Inter, la proposta sul piatto

L'Inter vuole legarsi a doppio filo a Marcus Thuram. Il ds Baccin ha contattato l'agente. L'obiettivo della società è prolungare il contratto in scadenza nel 2028

Quando Marcus Thuram, infilata la palla numero 5 (come le reti segnate finora) in buca d'angolo alle spalle di De Gea, ha incrociato le braccia a imitare l'esultanza di Lautaro, la metamorfosi in Toro si è completata. Dall'infortunio patito lo scorso 13 ottobre dall'amico argentino, il figlio di Lilian ha indossato il mantello delle responsabilità solitamente portato dal capitano. 

Segnale che in viale della Liberazione viene percepito come una sorta di promemoria. Nella fitta agenda di rinnovi ereditata da Piero Ausilio, il neo ds Dario Baccin ha cerchiato in rosso alcuni nomi. Quello di Thuram è evidenziato con una certa vividezza. Il suo contratto prevede scadenza 30 giugno 2028. Un accordo in cui è compresa una clausola rescissoria da 85 milioni. Ma sulla soglia dei 30 anni, è difficile che qualcuno possa attivarla. Oltretutto, per un calciatore che percepisce attualmente sei milioni netti. 

Ciononostante, la parola chiave per Baccin è tutelarsi. E allora sono cominciati, in base a quanto rivelato dalla Gazzetta dello Sport, i contatti esplorativi per sondare la disponibilità del calciatore e avviare le trattative per il rinnovo. Intenzioni che, da una parte e dall'altra, ci sono tutte. La strada verso il prolungamento è quindi già tracciata. E potrebbe anche esserci un ritocco al rialzo per quanto riguarda lo stipendio, avendo il club la possibilità di avvalersi delle agevolazioni del Decreto Crescita. 

Vista la carta d'identità, l'intesa dovrebbe avere come punto focale gli eventuali bonus legati a gol e presenze piuttosto che la parte fissa. Ma con un Thuram così i numeri si sprecano. Impossibile rimanere indifferenti di fronte alla cattiveria con cui Marcus si è posto davanti a una partita che sembrava, questa volta veramente, stregata.

E anche quando la squadra andava rassegnandosi verso il primo ko in campionato, lui imperterrito continuava a proporsi sugli esterni, provando ad accentrarsi e a puntare l'uomo. Non curante di come, poco dopo l'eurogol di Jimenez, l'arbitro non gli avesse fischiato un rigore per atterramento di Viery. 

Un Thuram travolgente lo si era già visto, ma la sua versione "leader" forse appena una volta. Non bisogna andare troppo indietro per rintracciarla. Ad aprile, a seguito di un mese e mezzo di stop, Lautaro aveva fatto in tempo a siglare una doppietta alla Roma per riaccasarsi in infermeria. Allora, tra Como, Cagliari, Torino e Parma, il 9 nerazzurro aveva graffiato cinque volte, piazzando lo sprint decisivo per aggiudicarsi lo scudetto.  

E l'esultanza sotto la curva a rigore guadagnato, ma non ancora realizzato, testimonia l'attaccamento alla causa, oltre che il legame con la piazza. Guai a farsi scappare un giocatore così. A meno che l'Inter non se la vedesse brutta, Chivu dovrebbe far riposare Thuram a Venezia. Strategia di contenimento, o almeno questo è l'auspicio, per scatenare l'attaccante nato a Parma in vista del derby di Halloween. E riaprire un conto con il Milan fermato, da lui singolarmente come dai campioni d'Italia, a quella notte stellata del 22 aprile 2024.