Yeman Crippa gareggerà domani 1° novembre nella 50esima edizione della Maratona di New York, la 42.195 km più famosa del mondo, per quella che sarà la sua ottava esperienza su tale distanza, la seconda in una delle cosiddette World Marathon Majors dopo quella dell'anno scorso a Londra dove non riuscì però a terminare la gara, 42 giorni dopo la sua ultima uscita agonistica avvenuta nei Mondiali di mezza maratona a Copenaghen quando fu settimo con 59'18.
Per il 30enne atleta trentino di origini etiopi, detentore dei record italiani sui 3.000, 5.000 e 10.000 in pista, mentre in strada nei 5, 10 km e sulla mezza maratona, sarà certamente la definitiva prova di maturità nella gara di corsa più lunga dell'atletica, che ha mostrato in varie circostanze di soffrire come durante quella delle Olimpiadi di Parigi nel 2024, ma anche e soprattutto in occasione dei due ritiri del 2025, nell'altra Major disputata a Londra in aprile e nei Mondiali di Tokyo a settembre, ma dopo un modesto 38esimo posto a Valencia sempre l'anno scorso, c'è stata la grande rivincita rappresentata dalla prima vittoria ottenuta quest'anno nella capitale francese con il proprio nuovo personale di 2h05'18.
Crippa si è mostrato alla vigilia molto carico e fiducioso sulle possibilità di ottenere un risultato di prestigio sul difficile percorso che attraversa 5 importanti quartieri della Grande Mela, Staten Island, Brooklyn, Queens, Bronx e Manhattan, dove non si gareggia per il cronometro in quanto le caratteristiche di saliscendi del tracciato rendono impossibili particolari performance in tal senso, ma solo per il piazzamento finale.
Il sogno dell'azzurro, dichiarato apertamente alla vigilia, è rappresentato quantomeno da un terzo posto sul podio, ma l'impresa non sarà certo agevole per la presenza di avversari di estremo valore tecnico quali su tutti il keniano Benson Kipruto, vincitore dell'edizione 2025 e grande favorito pure nella circostanza, ma anche del connazionale Geoffrey Kamworor e dell'olandese Abdi Nageeye, entrambi al successo nella Majors della Grande Mela rispettivamente nel 2024 il secondo, e addirittura due volte nel 2017 e 2019 il primo.
Tra i migliori atleti alla partenza da ricordare anche l'altro keniano Cyprean Kotut, l'etiope Deresa Geleta, gli statunitensi Conner Mantz e Zouhair Talbi, ma anche lo svedese primatista europeo di mezza maratona Andreas Almgren, oro europeo nei 10.000 metri degli Europei di Birmingham dove Crippa fu quarto all'arrivo, che farà il suo debutto assoluto sui 42,195 km.
Da ricordare infine che tra gli iscritti alla gara c'era pure il primatista italiano sulla distanza, Iliass Aouani, settimo tre anni fa, alle prese da qualche settimana con dei problemi fisici, che ha tentato sino agli ultimi giorni di poter recuperare ma ha dovuto alla fine rinunciare.
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LA STORIA ITALIANA NELLA MARATONA DI NEW YORK
Sono 5 i successi di atleti italiani nella più famosa 42,195 km del mondo, a iniziare dal prima nel 1984 di Orlando Pizzolato a cui seguì l'anno successivo 1985 il bis dello stesso atleta veneto, e quello dopo ancora nel 1986 di Gianni Poli, con la quarta e ultima vittoria al maschile ottenuta nel 1996 da Giacomo Leone, mentre tra le donne va evidenziato l'unico trionfo nel 1998 di Franca Fiacconi.
A livello di podio invece l'ultimo a salirci è stato Eyob Faniel, terzo nel 2021, mentre il miglior crono di un italiano appartiene a Stefano Baldini con 2h09'12 nell'edizione 2002, ricordando come nel 2025 il miglior piazzamento fu ottenuto da Daniele Meucci undicesimo in 2h10'40.
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LA PROVA FEMMINILE
La 38enne atleta veneziana Giovanna Epis correrà la ventitreesima maratona della sua carriera, la prima in quella della Grande Mela, nella stagione che l'ha già vista disputare la distanza dei 42,195 km in occasione del ventunesimo posto negli Europei di Birmingham ad agosto.
Le grandi favorite da mettere in prima fila sono le due keniane Hellen Obiri, vincitrice nell'edizione del 2025 e 2023, e Sheila Chepkirui in quella del 2024, mentre l'olandese campionessa olimpica Sifan Hassan che avrebbe rappresentato la terza incomoda, ha dovuto rinunciare proprio negli ultimi giorni per un problema sorto durante un allenamento di rifinitura.
Tra le altre atlete da seguire con attenzione, la 47enne altra keniana Edna Kiplagat, che vinse nel 2010, l'uruguaiana Julia Paternain, oltre che le statunitensi Jessica McClain e Weini Kelati.
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