
De Miguel e il colpo al petto fatale, l'analisi del cardiologo: "Caso rarissimo"
Il parere di Pasquale Perrone Filardi, ordinario di Cardiologia alla Federico II di Napoli e past president della Società italiana di cardiologia

Uno scontro di gioco molto violento, ma non poi così diverso da altri, è costato la vita a Jesus de Miguel, attaccante trentenne del Tenerife morto per arresto cardiaco dopo aver subito un duro colpo al torace dal portiere avversario. "Casi come questo sono rarissimi", certifica a LaSalute di LaPresse Pasquale Perrone Filardi, ordinario di Cardiologia alla Federico II di Napoli e past president della Società italiana di cardiologia.
"L'arresto cardiaco può essere provocato da un trauma toracico molto intenso, la commotio cordis, che può innescare direttamente una perturbazione elettrica e generare un'aritmia, oppure causare un danno a livello cardiaco o polmonare che si ripercuote sul cuore", spiega l'esperto. L'arresto cardiaco che è risultato fatale per il calciatore spagnolo, dunque, "può essere dovuto a una causa elettrica innescata direttamente dal trauma oppure a una meccanica, legata allo stravaso di sangue nel pericardio o a un danno polmonare che finisce per compromettere la funzione cardiaca".
Dopo il terribile impatto occorso nei minuti di recupero di Tenerife-Andorra, le condizioni di de Miguel sono apparse subito critiche. Il giocatore è stato immediatamente soccorso dal personale sanitario e sottoposto alle manovre di rianimazione cardiopolmonare. "Una rianimazione cardiopolmonare extra ospedaliera garantisce la sopravvivenza in meno del 10% dei casi, contro il 30-40% quando viene eseguita in ospedale", chiarisce il cardiologo.
Trasportato all'ospedale universitario Nuesta Señora de Candelaria, de Miguel è stato ricoverato in terapia intensiva. All'inizio il club aveva parlato di condizioni gravi ma stabili, nella notte però un peggioramento ha portato alla morte del calciatore. I risultati dell'autopsia determineranno se l'arresto cardiaco sia stato una conseguenza diretta dello scontro, o se abbiano inciso anche altri fattori. "Non sappiamo se il ragazzo soffrisse di una cardiopatia non diagnosticata e se fosse quindi un soggetto predisposto a sviluppare un'aritmia di questo genere, molto rara in un cuore perfettamente sano", fa notare Perrone Filardi. "Bisognerà verificare anche se avesse una storia familiare di morte improvvisa, eventuali indizi di una patologia cardiaca e quali controlli e screening avesse effettuato", conclude. "C'è quindi anche una storia clinica, personale e familiare da ricostruire".