L'ANALISI

Il Napoli non sa più difendere e crolla nei secondi tempi: l'attenuante delle assenze non basta più

Settima sconfitta in 14 partite ufficiali, classifica tragica in campionato e in Champions: il confronto con la passata stagione è impietoso

di Enzo Palladini
© Getty Images

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Non è la partita di Porto presa in sé a determinare l'inizio di una crisi in casa Napoli. Le attenuanti in questo caso ci sono: Allegri aveva a disposizione praticamene 14 giocatori della prima squadra, alcuni dei quali reduci da infortuni o ancora mezzi acciaccati. La sconfitta non era auspicabile, ma sicuramente prevedibile. Ciò che la rende grave sono le modalità con la quale è arrivata, il crollo totale di tutti nel secondo tempo, i due gol subiti su calcio d'angolo lasciando saltare da soli i rispettivi marcatori, l'atteggiamento troppo passivo nella prima mezz'ora di gioco. Perdere sul campo del Porto, quindi, non è un disonore in assoluto. Diventa tale però se si analizza la maniera in cui è arrivata, compreso qualche gesto di nervosismo come la discussione De Bruyne-Lucca, il rigore plateale di Rafa Marin alla fine o l'ammonizione di Vergara dopo meno di un minuto. 

Sono altre le considerazioni da fare, più generali. La stagione sta prendendo una china disastrosa: 7 sconfitte su 14 partite ufficiali, una sola vittoria e tre sconfitte in Champions League, ottavo posto in campionato con la metà esatta dei punti rispetto alla Lazio (14 contro 28). Dal punto di vista del gioco, in pochissime occasioni si è visto un Napoli capace di strappare applausi, Vengono in mente il pari contro la Roma, almeno in parte, la vittoria (con brivido finale) contro il Bodo, la goleada contro il Monza. Il resto è stato tristezza e buio. Torna in continuazione la giustificazione delle assenze ma nella passata stagione, con una squadra praticamente uguale a questa e un numero di infortuni più o meno simile, Antonio Conte ha conquistato quel secondo posto che è valso la partecipazione alla Champions League. Non siamo ancora al "Conte tutto bene e Allegri tutto male", però è inevitabile che la gente si faccia delle domande. Il Napoli non è all'altezza delle aspettative. 

Il difetto più evidente di questo Napoli è la mancanza di tenuta. C'è sempre una disparità tra i primi e i secondi tempi, in particolare dopo l'ora di gioco raramente riesce a mettere insieme le forze per portare a casa il risultato. Solo parzialmente può essere addotto il concetto di affaticamernto per la mancanza di alternative. Hojlund, ad esempio, non ha un sostituto degno, gioca quasi sempre, eppure è stato in grado di lottare, di provare a fare del male al Porto. Lo stesso crollo era avvenuto anche nella partita contro la Juventus, che nel caso specifico partiva più o meno alla pari con gli azzurri in quanto ad assenze. Altro limite del Napoli: ha disimparato a difendere e lo ha dimostrato prendendo due gol su palle inattive. Non è da grande squadra. 

Allegri dice di non essere particolarmente preoccupato, ma dopo queste ultime due sconfitte la scelta non è tra bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Qui l'alternativa è bicchiere vuoto o bicchiere rotto. La squadra non dà segni di risveglio, la speranza è che tornino un po' di infortunati e che i troppi giocatori a corto di condizione possano approfittare della sosta per ritrovare almeno in parte il loro potenziale. Altrimenti il Napoli rischia di trovarsi fuori da tutto con troppi mesi di anticipo rispetto ai tempi della volata finale.