ATLETICA

Dosso vola in Alabama: la nuova frontiera americana della regina della velocità italiana

La velocista azzurra in cerca di nuovi stimoli dopo la stagione del titolo mondiale sui 60 indoor, ma anche della delusione sui 100 degli europei all'aperto. I rischiosi precedenti a stelle e strisce di Jacobs e Ali

di Ferdinando Savarese
© Getty Images

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Zaynab Dosso ha deciso di voltare pagina nella sua carriera agonistica, trasferendosi negli Stati Uniti in Alabama a iniziare dal prossimo 16 novembre, per essere seguita dal tecnico zimbabwese Ken Harnden, head coach dell'Università di Auburn, inserendosi in un gruppo d'élite che comprende tra gli altri anche lo statunitense primatista mondiale dei 110 ostacoli Ja'Kobe Tharp.

Dietro la scelta di abbandonare l'ormai suo vecchio gruppo di lavoro a Roma guidato da Giorgio Frinolli, l'allenatore che l'ha accompagnata passo dopo passo verso la maturità sportiva, sono emerse motivazioni chiare nelle poche parole del comunicato stampa relativo in cui, la 27enne atleta azzurra di origini ivoriane, ha parlato di una sua necessità di novità in particolare per quanto riguarda l'aspetto biomeccanico e della programmazione.

Una decisione nata evidentemente dopo le delusioni sia nei campionati Europei di Birmingham, dove si era presentata con la legittima ambizione di migliorare il terzo posto di Roma 2024 e aveva dovuto accontentarsi del settimo posto, che negli Ultimate Championship di Budapest dove è stata eliminata in semifinale, in una stagione all'aperto dove pensava di poter volare dopo quella straordinaria al coperto, che l'aveva vista imbattuta e anche diventare campionessa del mondo sui 60 metri.

UN PALMARES DA URLO: IL FAVOLOSO 6"99 E LE MEDAGLIE INTERNAZIONALI

Per comprendere il peso della scelta di Dosso bisogna misurare la grandezza dei traguardi raggiunti finora, con tre medaglie consecutive nei 60 indoor mondiali, bronzo nel 2024 a Glasgow, argento nel 2025 a Nanchino, oro nel 2026 a Torun, a cui va aggiunto su tale distanza l'argento europeo sempre l'anno scorso ad Apeldoorn, ricordando poi come nella presente stagione abbia anche abbattuto sempre sulla distanza più corta della velocità la barriera dei sette netti con un fantastico 6"99 in occasione di un meeting ancora a Torun.

Nei 100 metri all'aperto, invece, ha raccolto di meno in proporzione, pur essendo ovviamente l'italiana più veloce di sempre grazie al crono di 11"01 realizzato nella semifinale europea di Roma 2024, quando poi conquistò l'unico podi della sua carriera outdoor, e questo evidentemente è il motivo che l'ha spinta alla sua decisione di provare nuove tecniche di allenamento.

IL BANCO DI PROVA DEGLI STATES: LE OMBRE E LE LUCI DEI PRECEDENTI DI JACOBS E ALI

La decisione di allenarsi Oltreoceano con tecnici non italiani riporta inevitabilmente alla memoria altre recenti scelte fatte in tal senso iniziando ovviamente dal campione olimpico dei 100 metri di Tokyo 2021, Marcell Jacobs, che scelse a fine 2023 di trasferirsi negli Stati Uniti per affidarsi alla guida dell'allenatore statunitense Rana Reider.

Una scelta per certi versi che aveva spiegazioni meno evidenti, più legate quasi a un desiderio di cambiare contesto di vita in considerazione degli straordinari risultati già ottenuti, con risultati peraltro eccellenti nel 2024 con l'eccellente quinto posto nella finale olimpica a Parigi più veloce di ogni tempo, ma poi con un successivo anno pieno di problemi per il velocista azzurro, tra cui il fatto che Reider si fosse trasferito in Cina e lo seguisse a distanza, con l'inevitabile ritorno alla fine del 2025 con Camossi, grazie al quale quest'anno Jacobs ha ottenuto ottimi riscontri a parte la sfortuna della finale europea in cui si è infortunato dopo pochi metri.

Molto più emblematico invece il caso di Chituru Ali, che nel 2024 visse la stagione della definitiva esplosione, allenato da Claudio Licciardello, abbattendo per la prima e unica volta in carriera il muro dei 10 secondi, con un ottimo 9"96 a Turku pochi giorni dopo l'argento nella finale degli europei di Roma, ma una prestazione sotto le sue personali attese alle Olimpiadi di Parigi, lo aveva poi fatto propendere per il trasferimento negli Stati Uniti alla ricerca dell'ulteriore salto di qualità.

Il risultato negli ultimi due anni è stato in realtà una brusca frenata con prestazioni al di sotto delle aspettative, difficoltà di ambientamento e la progressiva perdita di quella fluidità meccanica e di quella leggerezza agonistica che lo avevano precedentemente fatto emergere.

Zaynab Dosso possiede una tempra d'acciaio, una consapevolezza dei propri mezzi fuori dal comune e un talento cristallino che le permettono di guardare a questa sfida con la giusta ambizione, ma in pista resta implacabile il giudizio del cronometro per cui non si può che  osservare con affetto e trepidazione questa svolta in Alabama, augurandosi che il sogno americano sappia renderla un'atleta ancor più vincente di quanto già mostrato.