F1 BRASILE

Hamilton gioca all'attacco: "Siamo saliti di livello". Poi bacchetta ancora Leclerc: "Mai più"

Questo fine settimana il ferrarista corre in Brasile il suo Gran Premio numero quattrocento

di Stefano Gatti
© Getty Images

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Assente giustificato Charles Leclerc per motivi familiari, è un Lewis Hamilton più determinato e più "brasileiro" che mai (ma anche taglienti (nei confronti proprio del vicini di box) quello che si presenta ai microfoni dei media nel giovedì che apre di fatto il fine settimana di San Paolo, nel quale sir Lewis taglierà il significativo traguardo dei quattrocento Gran Premi iridati. Il sette volte iridato punta a riprendersi la seconda piazza nel Mondiale da Max Verstappen che lo precede ora di due punti (261 a 259) ma non deve scoprirsi troppo perché alle sue spalle premono George Russell (250 punti) e Charles Leclerc (245). A proposito del neopapà monegasco (che nelle FP1 sarà sostituito dal terzo pilota svedese Dino Beganovic per poi riprendere regolarmente il suo posto), Hamilton non rinuncia a "pungere" ancora senza troppo giri di parole il compagno di squadra per la... mancata doppietta ferrarista di Città del Messico, arrivando però a trovare un senso al "battibecco" nel corso del primo giro del GP di Città del Messico. Solo dopo un faccia a faccia con Charles, s'intende, che però non è ancora avvenuto.

"L'energia nel team è davvero grande. Penso che la nostra gente a Maranello abbia realizzato un ottimo lavoro in queste ultime gare: abbiamo fatto più punti di tutti i nostri avversari. Penso che siamo davvero saliti di livello - direi soprattutto nelle ultime quattro gare - con alcuni cambiamenti che abbiamo introdotto e la nostra esecuzione è stata molto migliore, proprio grazie al metodo di lavoro. Questo mi rende felice. Certo, avremmo potuto facilmente arrivare primi e secondi a Città del Messico: dobbiamo fare in modo non accada mai più. Cos'altro posso dire? Penso che Charles sia particolarmente aggressivo in pista nei miei confronti. Al via del GP di Singapore è andato all’attacco di Verstappen ma poi ha mollato. Con me in Messico non è andata proprio così e se ci fate caso era già successa la stessa cosa con altri suoi compagni di squadra, come Vettel e Sainz. Non ho ancora parlato con lui dopo Città del Messico. Non credo che tutta la questione possa essere compressa e sistemato in una sola riunione, ma è importante parlarne all'interno del team, appena sarà possibile, perché quello che costruiamo ora ci metterà in una posizione migliore per il prossimo anno. In un certo senso, sono contento che abbiamo avuto quell'esperienza. Certo, avrei preferito che avessimo vinto e magari fatto doppietta ma anche da queste cose si può imparare e diventare più forti. Per quanto mi riguarda, sono al cento per cento consapevole della mia responsabilità verso la Ferrari: non ha mai vacillato e non lo farà mai. I miei quattrocento Gran Premi? Non mi aspettavo certo di arrivare a questa cifra, non ci avevo mai pensato. Ricordo ancora quando mi avvicinavo ai trecento e tutti ripetevano la storia che nessuno ha mai vinto dopo trecento GP. Ho dimostrato che si sbagliavano, quindi adesso dovrò vincere anche dopo i quattrocento".