L'ANALISI

Un altro passo avanti della Juve: Spalletti ha ritrovato Kolo Muani e la mentalità giusta

La sofferenza dell'ultimo quarto d'ora è figlia della stanchezza e delle assenze, ma dall'Olanda i bianconeri si portano a casa molto di positivo

di Enzo Palladini
© Getty Images

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Qualcosa è cambiato in questa Juventus. Non è più la squadra spenta, abulica e arrendevole di qualche partita fa. Non si sa se il motivo di questo cambiamento sia stato il ritiro anticipato prima della partita contro il Napoli, oppure il discorso di Giovanni Carnevali che ha richiamato tutti alle proprie responsabilità, o ancora la presa di coscienza da parte di qualche senatore del gruppo. Forse tutto insieme. Il risultato però è che la Juventus è cambiata parecchio, al netto della sofferenza al quale l’Az l’ha costretta con il disperato quarto d’ora finale.

Qualcosa si era visto già nella vittoria contro il Napoli, sia pure in fase ancora embrionale. I gol erano arrivati solo alla fine e con conclusioni da lontano, non con combinazioni studiate. Però la squadra era presente a sé stessa. Messa decentemente in campo, capace di approfittare di qualche momento di smarrimento degli avversari. Contro l’Az si è visto un ulteriore progresso. Tanto per cominciare, l’approccio è stato quello giusto, con un’aggressività della quale non si può fare a meno in campo internazionale, con la giusta determinazione nei duelli, con qualche riaggressione ben fatta, addirittura con una buona occasione dopo appena quattro minuti.

Importante anche il modo in cui la Juventus è stata disposta in campo. Con il 3-4-3 pensato per l’occasione da Spalletti, gli spazi sono stati coperti nel modo migliore. Kolo Muani partendo da destra è sembrato un giocatore completamente ritrovato, Alajbegovic sulla sinistra non ha avuto la stessa incisività del francese, ma in diverse occasioni ha fatto sentire la sua presenza agli avversari. In mezzo, Woltemade ha fatto quello che ha potuto sia dal punto di vista tecnico sia da quello fisico, anche se la sua prestazione ha ribadito ancora una volta che quello di centravanti non è il suo ruolo precipuo. Kolo Muani non sarà mai un fuoriclasse, ma non poteva essere nemmeno il giocatore demotivato che stavamo vedendo. Perfetto stavolta il suo primo tempo, con un assist, un gol e molte iniziative che hanno messo in difficoltà la difesa avversaria.

La sofferenza dell’ultimo quarto d’ora è giustificabile con la stanchezza lasciata dalla partita di domenica sera con il Napoli e per le numerose assenze che costringono Spalletti a sfruttare molto alcuni giocatori in alcuni ruoli. Però a metà del girone di Europa League, la classifica dice che la Juventus, pur tra le mille difficoltà, ha all’attivo 10 punti, solo 2 in meno delle capolista Benfica, Bournemouth e Ferencvaros. Ci sono ottime possibilità di entrare nelle prime otto, con qualche rimpianto per i due punti lasciati indietro nella partita contro il Rennes. Spaletti non deve ovviamente accontentarsi, deve mettersi a lavorare partendo dalle note positive che ha potuto trarre dalla vittoria ottenuta sul campo degli olandesi. Ma soprattutto, ha ritrovato un giocatore come Kolo Muani, che sembrava essersi perso per strada, ha ritrovato la leadership e il senso di appartenenza di Federico Gatti. C’è ancora tanto da fare, ma questa settimana ha dato finalmente sensazioni positive. Ora cii vuole continuità.