Mancini non lo convoca, l’agente di Calò tuona: "La morte della meritocrazia"

© Getty Images | Calò

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Tra le novità dell'Italia per gli impegni di Nations League non figura il nome di Giacomo Calò. Nonostante il rendimento realizzativo da top player — con un bottino di 5 gol e un assist in 10 presenze di campionato — il mediano del Frosinone è stato escluso dalla lista dei convocati del ct Roberto Mancini. Sulla vicenda è intervenuto ai microfoni di TMW il procuratore del calciatore, Vincenzo Pisacane: "Lui al momento a numeri è il miglior centrocampista in Italia. È stata una cosa strana non vederlo nella lista di Roberto Mancini che conosco so che tiene conto di queste cose. Se avesse avuto 34-35 anni avrei potuto anche capire, ma ha 29 anni. È normale che ambiva alla Nazionale e per me sarebbe stato giusto dare importanza a ciò che sta facendo. Mi auguro che la mancata convocazione di ieri non sia la morte della meritocrazia e che Giacomo possa essere convocato in un secondo momento se continua così, altrimenti significa che non c’è un senso alle chiamate della Nazionale. I ragazzi chiamati da Mancini sono tutti molto forti ma credo che nessuno in questo momento ha i numeri di Calò, per questo sarebbe stato giusto chiamarlo".

Mercato? “Lui ha sempre spinto per rimanere a Frosinone. A un certo punto c’è stato un fortissimo interesse da parte della Sampdoria ma la volontà di Calò è sempre stata quella di restare e la stessa società si è messa di traverso e lo ha blindato. Posso dire che tanti club di Serie A che avevo chiamato prima mi hanno ricontattato per dirmi ‘che cazzata ho fatto a non ascoltarti’: è già una cosa importante. Ci sarà tempo di parlare di mercato e di futuro, al momento Giacomo è concentrato al 100% sul Frosinone”.