La sconfitta dell'Olimpico complica e non poco la posizione di Alberto Aquilani. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, il Sassuolo starebbe riflettendo su un possibile cambio di allenatore dopo la quinta sconfitta di fila. "Sento fiducia del club? L'ho sempre sentita ma è ovvio che vengo giudicato per i risultati. Oggi i risultati non ci premiano. Io in pirmis mi metto in discussione ma ci sono tante cose di cui dobbiamo parlare", questa la prima reazione a caldo dell'ex centrocampista, che poi passa all'analisi della (non) partita contro la Roma: "Prima sentivo dire che si è spenta la luce e io penso sia successo proprio questo. Oggi non c'è stata mai partita in niente, quindi non ha senso parlarne. Ovviamente non pensavamo di venire qui a vincere ma mi aspettavo qualcosa in più: sbagliamo troppo, c'è poca personalità e coraggio. Oggi non ho visto nulla di tutto ciò nonostante fossimo a 5 per provare a difenderci meglio. Dopo l'1-0 non c'è stato più nulla. E questo mi dispiace perché mi aspetto di più sotto tanti punti di vista. Non posso nascondermi dietro un dito: sono io il responsabile. Io alleno e io prendo le scelte".
Ora la sosta: "Come ci si rialza? Questo è il mio lavoro. C'è anche la dignità nella vita e quindi non si sfugge al problema e alle difficoltà, che sono molte. È da tempo che parliamo di tutti gli aspetti: poi c'è bisogno di mantenere un certo livello per poter competere con certe squadre e a un certo livello".
Il problema, secondo Aquilani, sarebbe più mentale che di campo: "Da un po' parliamo della nostra fragilità mentale: già stiamo lavorando in quest'ottica, più sulla testa che sul campo. Evidente che c'è un deficit sotto questo punto di vista perché facciamo troppo poco. Per giocare un certo tipo di calcio serve anche maggiore leggerezza che quando perdi 4/5 partite di fila viene meno. Ma questo è il calcio, è il mio lavoro, dobbiamo guardare in faccia la realtà e rimboccarci le maniche: stasera potevamo fare qualcosina in più".