92 gol in Serie A in oltre 300 partite, l’onore di vestire l’azzurro per sette volte, maglie pesanti come quelle di Juventus e Milan ma anche periodi duri e di fragilità di cui Alessandro Matri, ex attaccante oggi 42enne, ha voluto parlare a cuore aperto ai microfoni della Rai: "Pensavo di avere la SLA, pensavo di avere la sclerosi multipla. Sono andato in analisi, ora convivo con le mie paure". Il periodo più duro durante l' avventura al Milan nella stagione 2013/14: "Ho iniziato a vivere male, mi chiudevo in casa la sera. Ho vissuto il fallimento in rossonero come un lutto, mi sentivo un peso. È iniziato il mio calvario calcistico, ho perso autostima e fiducia. Sono diventato vulnerabile, sono caduto in un percorso di depressione da ipocondria".
E vivere quella fragilità in un mondo come quello del calcio non è stato facile: "Un calciatore pensa di essere un supereroe per la gente, ha paura a parlare di queste cose con l'allenatore, i compagni o il presidente. In questo modo, uno si tiene tutte le paure. Ho avuto la prontezza e il coraggio di dire a Federica (Nargi, la moglie ndr) e ai miei genitori che avevo paura di avere qualcosa. Mi sentivo accudito e protetto, sono andato in analisi e sono stato sempre meglio. Ho ancora piccole paure, faccio esami ogni 6 mesi. Convivo con questo, ma meglio. La nascita delle mie figlie mi ha distolto dal problema".