Hamsik è tranquillo: "Tornerò a segnare! Voglio lo scudetto"

Il capitano del Napoli: "Il mio obiettivo è vincere. Non segno e sono felice"

Marek Hamsik rassicura i tifosi del Napoli: “Non me ne frega niente del gol perduto: prima segnavo di più e la mia squadra non vinceva, ora sta accadendo il contrario e sono il giocatore più felice del mondo”. Così il centrocampista slovacco e capitano degli azzurri in un’intervista rilasciata a La Repubblica, commentando l'astinenza da gol quando ormai ne manca solo uno per raggiungere Maradona a quota 115 gol in testa alla classifica marcatori di sempre del Napoli. “Non mi sento in crisi e le sostituzioni vanno accettate. Con Sarri abbiamo tutti un rapporto eccellente: io e i miei compagni. La crescita del Napoli è stata straordinaria ed è merito del nostro allenatore. I bilanci personali li farò solo a fine stagione, comunque: di solito in doppia cifra ci arrivo”.

Tante offerte ricevuto per lasciare il Napoli, ma Hamsik a 30 anni compiuti rifarebbe tutte le scelte: “Mi guardo indietro e ne sono orgoglioso, non è da tutti legarsi a vita alla stessa squadra, specie nel calcio moderno. Nel mio caso è stato semplice: sentivo che Napoli era il posto giusto per me e ho voluto che lo diventasse, a tempo indeterminato”. Nella sue esperienza con la maglia azzurra, ci sono stati momenti indimenticabili sia in positivo che in negativo: “Un momento bello è la prima Coppa Italia, erano tantissimi anni che i tifosi stavano aspettando una vittoria del Napoli. Uno brutto? La notte dell’Olimpico, con la tragedia di Ciro Esposito. Andammo in campo e vincemmo per lui, ma senza un sorriso. Nessuno di noi aveva voglia di festeggiare, mi è rimasta dentro l’atmosfera lugubre vissuta all’interno dello stadio”.

Ora l’ultimo step per rendere davvero indimenticabile la sua esperienza partenopea: “La mia missione sarà compiuta solo con la vittoria dello scudetto. Deve essere quello il punto d’arrivo della mia lunga storia con il Napoli. Poi potrò voltare pagina e dedicare un po’ più di tempo alla mia scuola calcio, che ho già inaugurato in Slovacchia. Ho deciso di insegnare ai bambini come si diventa un calciatore, quando smetterò con il pallone”.