Inter, Spalletti non basta! Suning, ora tocca a te: se vuoi la Champions adesso serve il mercato

I due ko consecutivi e i limiti di una rosa coperti per lungo tempo dal lavoro del tecnico: a gennaio la proprietà deve intervenire

Pordenone, Udinese e ora il Sassuolo. Il campanello d'allarme era suonato in Coppa Italia, le due successive partite di campionato hanno confermato gli indizi, trasformandoli in prove: l'Inter è stanca, confusa, più vulnerabile in difesa, pericolosamente sterile in attacco. Intendiamoci, una fase di appannamento può starci, ma sottovalutare le lacune emerse nelle ultime due settimane sarebbe un errore. Un grave errore.

E' difficile immaginare, ora come ora, che con l'autofinanziamento sul mercato a gennaio si possano colmare i limiti di una rosa che per quattro mesi, grazie anche e soprattutto al grande lavoro di un tecnico di primissimo livello come Spalletti, erano stati nascosti da un pizzico di fortuna, da tanta abnegazione, da un'attenzione tattica ferrea, da una condizione fisica ottimale e da un entusiasmo che per sedici giornate aveva accompagnato il cammino nerazzurro.

I meccanismi che avevano funzionato alla perfezione, o quasi, si sono arrugginiti. Sono venuti meno i punti di forza, innanzitutto: Borja Valero è calato di condizione in maniera impressionante, Perisic sta tirando il fiato, Icardi (a cui i tifosi nerazzurri dovrebbero comunque rivolgere un immenso grazie) non riesce più a trasformare in oro ogni pallone che tocca, Miranda e Skriniar hanno smesso di essere una diga insuperabile.

Nel contempo, e per forza di cose, i limiti si sono evidenziati: in difesa mancano esterni di qualità (fa ben sperare solo la crescita di Cancelo), a centrocampo servono un mediano-incontrista e un trequartista-assaltatore (Brozovic e Joao Mario hanno fallito le occasioni loro concesse, senza appello), in attacco manca l'uomo che si alterni al gol con Icardi (Eder non può essere questo, inutile insistere).

La base per continuare a rincorrere la qualificazione in Champions (questo è sempre stato l'obiettivo dichiarato dell'Inter, nessuno in società ha mai parlato d'altro, disconoscerlo o dimenticarlo sarebbe scorretto) ma arrivando gennaio bisogna che la proprietà prenda atto che Spalletti è sì un ottimo tecnico ma che il materiale umano di cui dispone va integrato e migliorato.

La palla, insomma, passa ora a Suning,
perché oggi più che mai si capiscono e prendono ancor più valore le parole dello stesso Spalletti nelle ultime due conferenze stampa. Il Napoli allunga, la Juve viaggia velocissima, la Roma c'è e la Lazio rincorre: il confine tra Champions e non Champions è sottilissimo, basta un nulla per spostare gli equilibri. E compromettere la stagione in corso e quelle future.