Chi si aspettava una rivoluzione o corpose novità sarà rimasto deluso: Ancelotti al Napoli ha optato per la prudenza usando un atteggiamento conservativo. Almeno in questo inizio di stagione. Le prime due uscite del Napoli 2018/2019 contro Lazio e Milan (due vittorie in rimonta) hanno evidenziato una squadra ancora ancorata alle idee dell’ex tecnico Sarri e con un dato, non banale, che ricorre ancora: il pochissimo spazio concesso ai nuovi arrivati. L’unica grande novità è lo sdoganamento del 4-2-3-1 con tutti gli attaccanti (Insigne, Mertens, Callejon e Milik) contemporaneamente in campo.
Passano le stagioni ma l’andazzo per gli acquisti del Napoli è sempre lo stesso: minuti in campo contati e precedenza alla vecchia guardia. Ancelotti in stile Sarri sta dando spazio sempre agli stessi 13-14 che hanno trascinato i partenopei anche nelle passate annate: l’unica eccezione, obbligata, riguarda la porta con Karnezis e Ospina che si sono alternati nelle prime due partite di campionato. Un cambio forzato in porta rispetto alle scorse annate visti gli addii di Reina e Sepe. Per il resto solo panchina per i nuovi arrivati Malcuit, Fabian Ruiz e Verdi. Sorride solo il giovane Luperto tornato dal prestito all’Empoli: con il Milan, Ancelotti gli ha concesso 17 minuti nella ripresa.
In sostanza il Napoli 2018/2019 ha tanto di vecchio e poco di nuovo: l’unica vera grande novità è tattica e riguarda il passaggio al 4-2-3-1 a gara in corso con Mertens a sostegno di Milik, preferito al belga nel ruolo di prima punta dal primo minuto. Ovviamente si tratta solo di impressioni iniziali: vedremo se nel corso della stagione Ancelotti darà spazio anche alle cosiddette ‘riserve’ per le quali De Laurentiis ha investito non poco. Basti pensare ai 30 milioni di euro spesi per Fabian Ruiz e ai 25 milioni utiizzati per acquistare Simone Verdi. Due investimenti che il Napoli non può permettersi di mettere nel dimenticatoio.