Roma, serve il vero Pastore. E la difesa fa acqua

DiFra è già sul banco degli imputati, ma sa come uscirne. La nota lieta è Kluivert Jr. Schick in affanno

Quattro punti in tre partite, una vittoria a Torino acciuffata in extremis prima delle brusche frenate contro Atalanta e Milan: è questo il magro bottino della Roma che vede già la Juve scappare via. La sosta arriva come un toccasana per i giallorossi, molti dei quali (Dzeko, Fazio e Nzonzi su tutti) devono trovare la condizione migliore. Stentano ancora i nuovi, in particolare Pastore, mentre Schick continua ad essere in affanno. Di Francesco è sul banco degli imputati e deve ancora trovare la giusta quadra.

Le prime tre giornate di campionato hanno sollevato senza dubbio più perplessità che certezze in casa Roma. I giallorossi hanno cambiato tanto in estate, hanno ringiovanito la rosa e per questo stanno pagando dazio. I primi tempi contro Atalanta e Milan devono far riflettere Di Francesco, ancora alla ricerca del giusto assetto e degli uomini più adatti. La retroguardia (5 gol subiti in 3 parite) ha perso sicurezza, il cambio di modulo a San Siro con la difesa a tre non ha dato i frutti sperati. Ha cambiato tanto in estate e ci vuole tempo, ma intanto la Juve vola e ce n'è sempre meno per rimettere le cose a posto. Anche la quadra a centrocampo non è ancora stata trovata: orfano di Nainggolan e Strootman, De Rossi è andato in sofferenza. I nuovi arrivati, inoltre, stentano ad inserirsi: Pastore, gol di tacco all'Atalanta a parte, ha finora sempre fornito prestazioni deludenti, Nzonzi è ancora lontano da una condizione accettabile e Marcano è naufragato a San Siro. Olsen non è male (bravo soprattutto a San Siro), ma non è Alisson, rimandati Cristante e Santon. Schick, dopo un buon precampionato, non ha ancora inciso e la sfida di San Siro ha ribadito come ancora manchi il feeling con Dzeko: la stagione della svolta e della maturazione è cominciata davvero in salita.

Ci sono, però anche motivi per guardare al futuro con un certo ottimismo. La condizione fisica di alcuni uomini chiave non può che crescere e tutta la squadra ne beneficerà. Stiamo parlando in particolare di Dzeko, Fazio e Nzonzi tre che, per l'imponente struttura fisica, hanno necessariamente bisogno di un po' di tempo per entrare in forma. Sebbene ora sia sul banco degli imputati, Di Francesco è una garanzia e gode del pieno appoggio della società. Anche l'anno scorso con il lavoro e il tempo ha messo a posto le cose e la Roma ha sfiorato una clamorosa qualificazione alla finale di Champions League. Il potenziale offensivo della squadra è di livello assoluto: Dzeko, Under, Perotti, Schick, El Shaarawy e Kluivert Jr regalano a DiFra tantissime soluzioni. L'olandese è finora il migliore tra gli ultimi arrivati, avendo già fatto vedere le sue enormi potenzialità.

Alla ripresa all'Olimpico arriva il Chievo, avversario comodo che non dovrebbe dare problemi. Una vittoria da conuistare a tutti i costi per poi andare al Bernabeu con il morale alto per la sfida più difficile in Europa. Il girone di Champions League, rispetto all'anno scorso, sulla carta è molto più agevole: Real Madrid a parte, Cska e Viktoria Plzen sono inferiori ai giallorossi che, se non commettono sciocchezze, possono chiudere la pratica in anticipo e risparmiare forze ed energie per il campionato, dove è forte la concorrenza per designare l'anti-Juve. Sempre che ce ne possa essere una...