Zanetti risponde al ct: "Stranieri? Mancio, nei club gioca chi è più bravo"

Il dirigente dell'Inter: "Mancini è l'uomo giusto per riportare in alto gli azzurri. Ma in campionato, la nazionalità non conta"

"Dopo la mancata qualificazione al Mondiale occorre fare un lavoro che possa far crescere i giovani italiani, Mancini è certo la persona adatta per questo percorso. Ma in campionato, indipendentemente dalla nazionalità, penso che debba essere premiato il talento, in sostanza gioca chi è più bravo". Javier Zanetti, bandiera e vicepresidente dell'Inter, interviene con l'Ansa sul dibattito aperto dal ct azzurro. E lo fa rispettoso della storia della sua società, per vocazione aperta al mondo.

"La nazionale italiana - prosegue Zanetti - deve ripartire e per farlo naturalmente ha bisogno dei migliori giocatori giovani. Serve trovare il giusto mix. Siamo tutti contenti, poi, se ci sono più giocatori italiani bravi che scendono in campo: anche perché questo valorizza il settore giovanile dei club e tutto quello che c'è dietro".
E' possibile un parallelo con l'Argentina? "L'Argentina, a differenza dell'Italia, si è qualificata per il Mondiale, ma purtroppo in Russia non ha fatto bene. E dopo quel Mondiale che abbiamo fatto occorre adesso avere un progetto a lungo termine e puntare sui giovani che rappresentano il futuro della nostra nazionale. In Argentina la situazione dei talenti è diversa da quella dell'Italia, ma negli ultimi 4 anni la nazionale ha cambiato 4 ct ed era quasi scritto che il Mondiale finisse come poi è finito".