Mai nessuno come lui. La stagione 2018 verrà ricordata come quella che ha proiettato in maniera definitiva Jonathan Rea nel firmamento della Superbike, accanto a nomi leggendari che hanno fatto la storia di questo sport. Il nordirlandese ha conquistato il quarto titolo iridato (per altro consecutivo), che gli ha permesso di staccare Troy Bayliss e agguantare Carl Fogarty in cima all’albo d’oro, ma entrando nel dettaglio dei numeri è ancora più chiaro come, negli ultimi quattro anni, abbia letteralmente riscritto la storia delle derivate di serie.
Il 9 giugno è arrivato il sorpasso su “King Carl” per numero di round conquistati, grazie al successo numero 60 centrato in Gara 1 a Brno. Johnny, però, non si è fermato e ha continuato a macinare record. Forse meno scintillanti, ma altrettanto indicativi del suo dominio: con gli 11 giri veloci fatti registrare nel 2018 ha superato il precedente recordman Noriyuki Haga e con la vittoria in Gara 1 a Magny-Cours ha raggiunto Troy Corser in cima alla speciale classifica dei posizionamenti a podio, a quota 130.
Nel 2017, per altro, Rea aveva strappato a Colin Edwards il record di punti in una singola stagione (556). Quest’anno, sulla carta, può migliorare ancora e farne 570.
Con un contratto con Kawasaki fino al 2020 già in tasca, Rea è pronto ad abbattere altri muri e scrivere nuove pagine di storia. L’obiettivo principale, naturalmente, è l’iride numero 5, che gli permetterebbe di chiudere la carriera (quando deciderà di farlo) come il pilota contemporaneamente più titolato, con più vittorie, più podi e più giri veloci. In poche parole e numeri alla mano, il più grande di tutti i tempi.