E adesso chi li ferma più? Sette vittorie consecutive in campionato, otto con quella di Valencia in Champions, e la netta sensazione che questa Juve non abbia rivali e vinca con una facilità disarmante. E' accaduto anche ieri, nello scontro diretto contro un Napoli che è stato a lungo un buon Napoli. Poi è accaduto quello che in questa prima parte di stagione accade sempre: la giocata di un singolo, questa volta più che mai Ronaldo, e partita in discesa fino al trionfo firmato Bonucci. Il tutto in un campionato che sembrava chiuso prima ancora di cominciare e che oggi più che mai è indirizzato nuovamente verso Torino. La Juve ha sempre vinto lo scudetto nei quattro precedenti in cui ha cominciato la Serie A con sette successi (l'ultima volta, nel 2005/06, lo scudetto fu poi revocato). Il che, al netto di una stagiona ancora lunghissima, la dice lunga sulle possibilità che la storia finisca ancora una volta con il tricolore. E sarebbe l'ottavo di fila.
Al netto dell'inserimento, ovviamente fondamentale, di Ronaldo, la Juve sembra tremendamente cresciuta individualmente. E' nei colpi dei singoli, più che nella manovra, comunque sempre positiva, che sta marcando la differenza sulle avversarie. Nei momenti di piccola difficoltà avuti fino qui, è sempre bastata una scintilla a indirizzare la gara. E la scintilla, di partita in partita, è arrivata quasi sempre da un giocatore diverso. Pjanic, Mandzukic, Ronaldo come anche Bernardeschi o Khedira o Dybala e Bonucci.
In questo la Juve di questa stagione è perfino più forte di quella degli anni scorsi. E' cresciuta in personalità, mantenendo la capacità unica di adattarsi alle partite e di cambiare modulo in corso d'opera, e ha aggiunto la crescita dei singoli a partire da Pjanic, forse unico giocatore insostituibile della truppa, fino ad arrivare a Bernardeschi, sbocciato dopo un anno di apprendistato. In qualche modo all'appello mancano solo Dybala, anche ieri uscito non propriamente soddisfatto dal match, e Douglas Costa, reduce da squalifica e infortunio. Per il resto non c'è un solo giocatore nella rosa di Allegri che non stia rendendo ad altissimo livello. Quindi, tornando alla domanda iniziale, chi li ferma?
Intanto siamo a sette vittorie su sette che, calendario alla mano, potrebbero piuttosto facilmente diventare undici. Il prossimo ostacolo di un certo livello è il Milan, a San Siro, l'11 novembre. Prima ci sono Udinese (fuori), Genoa, Empoli (fuori) e Cagliari. E siamo a +6 sul Napoli, diretta concorrente nella corsa scudetto, e +8 sull'Inter, da molti indicata come vera anti-Juve. Insomma, guai a dare per chiuso il campionato, ma anche considerarlo realmente aperto è un'impresa.