Alla vigilia di Inter-Genoa, Spalletti carica i tifosi con un messaggio su Instagram: "Non vogliamo essere gli anti di qualcuno, perché a farci da riferimento ci sono i nostri tifosi e la nostra storia. Noi siamo l'Inter". Poi, in conferenza stampa, su Marotta: "E' un ottimo professionista, può dare il suo contributo. Mi fa riflettere che solo alla Juve sapevano del suo addio, mentre che potrebbe venire all'Inter lo sanno tutti meno che all'Inter...".
Sul match con il Genoa.
"Presenta delle difficoltà come per tutte le gare che disputiamo perché di insidie se ne trovano in ogni angolo, nel nostro campionato. Di più ci sono le ultime prestazioni del Genoa, anche tre giorni fa contro il Milan. C'è voluto un Milan forte e con una testa sana per portare a casa il risultato. Loro hanno reclamato di aver meritato di più ed è vera sia una cosa che l'altra. Questo dà la misura di cosa ha fatto il Genoa. L'insidia è che ogni volta che andiamo in campo dobbiamo dimostrare che siamo superiori agli avversari. Non è tanto la forza dell'avversario ma è la garra che metti per batterlo. Quanto alle rotazioni qualcosa di diverso ci sarà ma il vostro modo di parlarne... Rotazioni può andare bene perché io metto in campo sempre l'Inter".
Sul possibile arrivo di Marotta.
"Lo conosco ed è un ottimo professionista, può dare il suo contributo. Ma qui ce ne sono molti che potrebbero dare il proprio contributo alla Juventus. La cosa che mi fa riflettere è che Marotta che viene via dalla Juventus lo sapevano solo alla Juventus, che potrebbe venire all'Inter lo sanno tutti meno che all'Inter. C'è qualcosa da rivedere...".
In cosa avete l'obbligo di credere?
"Nel fatto che siamo una squadra fortissima, che gioca un calcio importante. Come è successo in qualche partita. Una squadra che possa meritare i tifosi che avrà domani. Intorno ai 70mila spettatori. Dobbiamo meritare un palcoscenico del genere e un movimento di affetto e amore in cui loro sono sempre i primi a far la prima mossa. Come fai vedere qualcosa loro sono i primi a credere nelle nostre qualità future e noi dobbiamo essere del loro stesso livello. Vorrebbe dire portare a casa dei numeri".
Il 4-3-3 per sorprendere il Genoa?
"Ogni allenatore guarda le gare degli avversari, c'è poca sorpresa. E poi con il 4-2-3-1 un mediano si alza sempre. Si può invertire il vertice di centrocampo, farli ruotare, ma la soluzione è giocare un calcio di velocità e di tecnica. Poi sono i calciatori forti che vanno a interpretare bene queste posizioni, avendo delle qualità di primo livello nelle finalizzazioni. Abbiamo dei nomi che rispondono quando li chiamiamo. Sarà l'intensità della partita, le scelte che facciamo, che vanno fatte tutte da professionisti dell'Inter quando ci sono in ballo i tre punti. Non è lo stesso che essere professionisti e basta".
Qualcuno ha bisogno di riposare?
"No, nessuno ha necessità di riposare. Bisogna cercare di andare a fare la somma di quella che potrebbe eessere la fatica successiva. Se si guarda la condizione psicofisica dei giocatori, sono tutti nelle migliori condizioni per potere giocare".
Su Joao Mario.
"Il discorso è più di valutazione della testa del giocatore, che del giocatore. Uno che non ha toccato il campo per una decina di partite e si va a chiamarlo in causa e lui mette a disposizione le cose che tu cerchi e fa vedere di aver lavorato in maniera corretta, dice che qui in questa rosa ci sono delle teste sane e si può andare a usare chiunque perché rispondono presente".
Cosa può chiedere in più alla squadra?
"Dobbiamo tenere a mente alcune grandi prestazioni fatte, ma dobbiamo ricordare anche le partite con Sassuolo e Parma. E' un po' la somma delle nostre esperienze che ci deve andare a indicare come ci dobbiamo comportare. L'analisi va fatta in maniera profonda, è tutta questa analisi che può farci diventare padroni del nostro futuro in maniera corretta. Troppi complimenti indeboliscono. I giocatori hanno fatto vedere negli ultimi allenamenti che hanno imparato lezioni vissute in precedenza. Però per avere la quasi certezza di vincere le partite è mettere tutto quello che hai".
Su Lautaro Martinez.
"Lautaro è sicuramente nei miei pensieri perché è un giocatore di livello, ha caratteristiche ben precise. Ci può dare una mano importante perché sono tante le partite ravvicinate. Farlo giocare vuol dire avere scelto lui e non far riposare qualcun altro. E' un giocatore di pari livello e pari spessore di Icardi".
Su Nainggolan.
"Sta facendo vedere il suo pezzo forte che è quello di essere uno tignoso anche quando ha un problema. Oggi si è allenato forte, ha un po' di fastidio però lo sopporta. Abbiamo uno staff medico di primo livello, lo hanno rim. Lo porto con me, domani mi sembra difficile poterlo utilizzare dall'inizio, ma mezz'ora la potrebbe fare. Ha quell'aggressività sportiva di volerci essere. Io ho un gruppo forte, non è che ti faccio giocare perché manca lui. Io al posto di Joao Mario ne potevo scegliere altri tre o quattro. Ha giocato lui perché aveva per me le caratteristiche più precise e lui ha risposto correttamente. Radja è forte, come altri che fanno parte dell'Inter che lo sono altrettanto".