Serie A con vista sulla Champions

Turnover mirato e testa all'Europa: perché settimana prossima si decide (quasi) tutto

Novembre non ride più, diceva una vecchia filastrocca per bambini che classificava i mesi dell'anno. Ma i giorni di novembre possono essere belli o brutti in realtà. Dipende. Questi ultimi soprattutto: per le quattro squadre italiane che giocano la Champions League possono essere bellissimi o bruttissimi, possono aprire la strada verso una primavera esaltante oppure aprire crisi tendenti all'irreversibilità. Un destino dal quale è parzialmente immune almeno la Juventus.

Il conto di punti in banca consente di giocarsi una seconda e forse una terza possibilità. In Champions League la qualificazione è a un passo e la sfida interna di martedì contro il Valencia è un match ball difficile da sbagliare, con la rassicurante prospettiva di poter persino giocare con il piede sinistro contro la Spal. Una partita che invita al turnover e anche se Cristiano Ronaldo per impostazione mentale sfugge a questa regola, per qualche altro - come Perin - può trasformarsi in un'opportunità quasi irripetibile. 

Il turnover, dunque. Etichetta comune alle partite di questo weekend. Non può sottrarsi a questa logica Luciano Spalletti, che si gioca la vita (sportiva) mercoledì a Londra contro il Tottenham. L'allenatore interista deve lavorare di bilancino: lasciar fuori Icardi contro il Frosinone può significare da un lato preservare il suo giocatore principe, dall'altro creare qualche malumore nel medesimo, malumore che si può trasformare in euforia se dovesse andare bene in Champions, in devastante mal di pancia se invece dovesse andare male, con il Real Madrid pronto a farsi vivo con una luccicante scatoletta di Maalox al posto della classica scatola di cioccolatini.

Un bivio, quello di questo finale novembrino, che più di tutti vive e soffre la Roma. La prima parte della stagione ha raccontato di una squadra condizionata dagli alti e bassi: grandi prestazioni e clamorose dormite. A Udine deve dare continuità alla vittoria interna sulla Sampdoria, ma soprattutto martedì all'Olimpico contro il Real Madrid deve capire se l'impresa della passata stagione, con la semifinale raggiunta e persa contro il Liverpool, è stata un segnale di grandezza o un'impresa isolata. 

Poi c'è il Napoli, che lotta contro un paradosso. Da un anno in casa segna sempre almeno un gol, eppure la finalizzazione rischia di diventare un problema e non a caso De Laurentiis ha dato uno sguardo al polacco Piatek del Genoa. Inoltre il Napoli è anche imbattuto in Champions League, ha disputato grandissime partite, eppure non può permettersi un mezzo passo falso, condannato a vincere mercoledì al San Paolo contro la Stella Rossa per non rischiare una clamorosa eliminazione, evento già vissuto nel recente passato più o meno con le stesse modalità. Novembre non ride più. fa sul serio. Per non rischiare di piangere.