Luis Muriel spiega i motivi che l'hanno spinto a scegliere la Fiorentina: "Quando e' venuta fuori per la prima volta la possibilita' di venire alla Fiorentina erano i primi giorni di dicembre - dice in un'intervista a Sky Sport -. Ancora non sapevamo niente del Milan, avevo parlato con il direttore e avevo quasi promesso che sarei venuto a Firenze in caso di buon esito dell'affare e cosi' e' stato. Poi nell'ultimo periodo, prima di arrivare qui, e' arrivata ancora la chiamata di Alessandro (Lucci, il suo agente, ndr) per avvisarmi del Milan e che c'era la possibilita' di andare da loro. La decisione era mia e io non ho dubitato tanto, anche se per un momento, per la storia e per quello che rappresenta il Milan, con la mia famiglia un po' il pensiero l'ho fatto. Pero' avevo gia' parlato con il direttore e avevo gia' in mente di venire a Firenze e cosi' e' stato. A 27 anni ho ancora tanta voglia e voglio realizzare i miei sogni. Questa e' stata una delle motivazioni per venire qui alla Fiorentina. Una squadra che mi possa permettere di mostrare il mio calcio e diventare grande. In questi primi 2 mesi sono stato accolto alla grande e questo mi ha permesso di dimostrare tanto e posso fare ancora di piu'". L'attaccante si racconta a 360 gradi: "Alla Colombia devo tutto, penso al passato al presente e al futuro. Da li' ho preso tutte le forze che ho adesso, per me la Colombia rappresenta tutto. Nel futuro in testa vorrei che le mie bambine conoscessero le loro origini, anche se adesso e' difficile. Stanno crescendo con altra cultura. Quando penso alla Colombia trovo le forze per fare sempre meglio e far diventare la Colombia orgogliosa di me e di rappresentarla al meglio - ha evidenziato parlando del rapporto con il proprio paese -. Quando ho iniziato a giocare e segnare di lá, ogni domenica usciva sempre il mio nome da tutte le parti. Alla quarta, quinta partita uscivano voci che mi accostavano ad ogni squadra diversa. Li' inizi a sognare. Dalla quinta, sesta 6 partita, da quando ho iniziato a segnare, tutto e' cominciato a diventare una realta'. L'Udinese in Colombia si sentiva tantissimo, perche' in quei due e tre anni ci sono andati tanti colombiani: Zapata, Abel Aguilar, Cuadrado, Armero. Prima di sapere della possibilita' di andare a Udine, c'era stato un contatto con una squadra messicana che aveva offerto tanti soldi e per un attimo abbiamo pensato a questa opzione. Pero' il Deportivo Cali' aveva gia' preso un accordo con l'Udinese. Se l'Udinese fosse stata disposta entro un mese a comprarmi aveva la priorita' e, allora, ho aspettato fino all'ultimo che si facessero avanti ed e' arrivato il contratto".
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