Calciomercato Serie A, da Higuain a Olsen: quanti esuberi nelle big. E c'è il "dilemma" Suso

L'Inter ha messo sul mercato Icardi e Nainggolan. Ma ci sono tanti altri giocatori fuori dai progetti di Juve, Milan, Napoli e Roma

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"Per me sei fuori". Il reality show del calciomercato ha regalato un incredibile colpo di scena: Beppe Marotta ha messo sul mercato due pezzi da novanta della rosa dell'Inter, Mauro Icardi e Radja Nainggolan. Intorno a loro era stata costruita la squadra la scorsa estate, ora fanno ufficialmente parte della lista nera degli esuberi, triste realtà, a dire il vero, per tutte le big di Serie A. 

Un coup de theatre niente male, quello di Marotta. Eppure, sebbene a livelli diversi e per motivazioni diverse, una situazione simile la vivono ovunque. Gonzalo Higuain alla Juve ed Edin Dzeko alla Roma sono gli altri due casi più eclatanti: il Pipita rimarrebbe volentieri a Torino con il suo mentore Maurizio Sarri, ma la società, che l'ha già dato in prestito prima al Milan e poi al Chelsea, si libererebbe altrettanto volentieri del suo ingaggio da 7,5 milioni a stagione per evitare una minusvalenza ed è in trattativa proprio con la Roma; il bosniaco, invece, vuole lasciare la Capitale e il club, ovviamente, prova semplicemente a massimizzare il profitto da un centravanti di 33 anni nell'anno della rivoluzione, con un d.s. nuovo (Petrachi), un allenatore nuovo (Fonseca) e senza l'apporto di Totti e De Rossi. Esubero non lo è, o almeno non lo sarebbe. Ma l'impressione è che anche lui possa presto finire fuori dal progetto, anche per mancanza di motivazioni.

La Juve, che ha già ufficializzato quattro colpi, è maestra anche nel cedere, ma qualche spina in rosa ce l'ha: Mattia Perin, con l'arrivo di Buffon, è di troppo perché va bene fare il secondo, ma il terzo portiere è un po' troppo; Sami Khedira, in una rosa con Emre Can, Matuidi, Bentancur, Pjanic, Rabiot e Ramsey, rischia di giocare poco in una squadra che farà del possesso palla il suo mantra; uno tra Cuadrado Douglas Costa verosimilmente sarà ceduto, mentre per Joao CanceloMoise Kean, più che un discorso tecnico, bisogna valutare la strategia societaria: conviene tenerli o incassare?

Il Napoli ha il problema Inglese da risolvere: è un centravanti formidabile per i club di fascia medio-bassa che per sua stessa ammissione fa fatica a certi livelli. È rientrato dal prestito al Parma, ora De Laurentiis preferirebbe monetizzare. A destra, con l'arrivo di Di Lorenzo e la fiducia di Ancelotti su Malcuit, Hysaj è destinato all'addio, ma a quale prezzo? Simone Verdi, infine, forse andrà al Torino, di certo non rientra nei piani del tecnico. 

L'Inter, oltre a Icardi e Nainggolan, dovrà trovare una nuova sistemazione a Joao Mario, sarà un po' più semplice farlo per Puscas e Di Marco, rientrati dai rispettivi prestiti. La Roma, al contrario, potrebbe tenere Javier Pastore, che al primo anno ha fallito, ma potrebbe essere rilanciato nel 4-2-3-1 di Fonseca, così come Kolarov, che sembra aver cambiato idea e potrebbe restare nonostante l'arrivo di Spinazzola. Al contrario, il rientrante Gonalons andrà via (ma dove e quali condizioni?) e anche Nzonzi potrebbe rientrare nella casistica Icardi-Nainggolan. Lì dove c'è sicuro Olsen, ma per motivi strettamente tecnici: la Roma ha praticamente preso Pau Lopez e dovrà liberarsi del portiere svedese, tra i flop dell'anno scorso.

Infine il Milan, che è un cantiere aperto, dove le questioni finanziarie si intrecciano con quelle tecniche: il club deve fare cassa e può farlo soprattutto con Donnarumma e Kessié, i giocatori più appetibili sul mercato (esclusi gli intoccabili Romagnoli, Paquetà e Piatek), ma ad essere di troppo sono soprattutto Laxalt (terza scelta come esterno sinistro dopo l'arrivo di Theo Hernandez), Lucas Biglia e Samuel Castillejo. In attesa di capire cosa ne sarà di André Silva e Cutrone (che vuole garanzie sul minutaggio), ci sarebbe il dilemma Suso. Dove giocherà nel 4-3-1-2 di Giampaolo? Lo spagnolo sarà costretto ad abbandonare la sua mattonella preferita, largo a destra per rientrare sul sinistro, ma al momento nessuno ha messo sul piatto i 40 milioni della clausola.