Quarantena di squadra in caso di positivita' di un calciatore, la modalita' del ritiro precampionato e la responsabilita' del medico sociale. Sono i tre punti discussi oggi in occasione dell`incontro tra la Figc, la Lega Serie A, il presidente della Fmsi Maurizio Casasco e il rappresentante dei medici della serie A, Gianni Nanni. La Lega in una nota sottolinea che sono state "costruttivamente elaborate alcune integrazioni atte a risolvere problematiche oggettive. Vi e' stata una generale condivisione delle proposte finali, formulate per garantire una ripresa in piena sicurezza degli allenamenti di gruppo, che verranno tempestivamente sottoposte al Ministro per le politiche giovanili e lo Sport, al Ministro della Salute e al CTS". Le squadre giudicano il protocollo difficile da applicare: ci sono innanzitutto questioni logistiche, visto che non tutti i club avrebbero gli spazi necessari per affrontare le due settimane di ritiro blindato con le regole imposte dal Comitato Tecnico Scientifico. A questi problemi vanno aggiunti i dubbi riguardanti le due settimane di quarantena forzata per tutto il gruppo, che in caso di giocatore positivo farebbero inevitabilmente fermare di nuovo il campionato.
LA LEGA SERIE A: "PROTOCOLLO DIFFICILE DA APPLICARE"
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