LAZIo, LOTITO: "SOLIDARIETA' AL FIGLIO DI PAPARELLI"

Dopo i numerosi e continui insulti a Vincenzo Paparelli, il tifoso laziale rimasto ucciso da un razzo lanciato dalla curva Sud prima del derby del 28 ottobre 1979, e il recente sfogo del figlio Gabriele sui social, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha espresso "totale e incondizionata solidarieta'" a quest'ultimo: "Credo sia arrivato il momento, una volta per tutte - fa sapere il patron biancoceleste in una nota pubblicata sul sito del club - di dire basta a queste strumentalizzazioni e di farlo a voce alta, senza tentennamenti. E penso di interpretare lo stato d'animo e il sentimento di chiunque si fosse trovato in una situazione come quella accaduta 41 anni fa, che non ha alcuna giustificazione sportiva ne', tantomeno, puo' essere interpretata come espressione di qualsivoglia tifoseria". Nel suo pensiero, Lotito sottolinea che Paparelli "era un tifoso della Lazio, ma era soprattutto un padre e un marito. Un uomo normale strappato alla vita da un gesto folle". Il derby di Roma "non puo' e non deve trasformarsi in tragedia e neppure nella speculazione su di essa. Prima di tutto va preservato il rispetto dell'essere umano e neanche la peggiore offesa puo' rappresentare un alibi per umiliare la memoria di una persona". Concludendo, Lotito rivolge il suo appello "a tutti i tifosi - conclude - affinche' queste ragioni si affermino - ancora di piu' oggi nel drammatico momento che stiamo vivendo - sempre, in ogni momento e al di la' di ogni fede sportiva, per rappresentare un esempio che prevalga su qualsiasi tentativo di mortificare il vivere civile e il buon senso. È tempo di parole chiare, di condanne nette e di prese di posizione responsabili".