Chi l'avrebbe mai detto quando - era il 2004 - la Formula Uno esordiva sul circuito di Sakhir? Ed invece sì, il GP del Bahrein è destinato a diventare una "classica" del Mondiale. Con buona pace di Monza, Silverstone e Spa-Francorchamps. È il senso, se così vogliamo dire, del prolungamento del contratto tra la Formula Uno e Bahrein International Circuit per continuare a correre a Sakhir fino al 2036 e magari continuare a farvi esordire il Campionato del Mondo. Come avverrà anche il prossimo 20 marzo, per il debutto assoluto della nuova era della Formula Uno.
Il GP del Bahrein è entrato a far parte del calendario iridato nel 2004, di fatto aprendo poi la via mediorientale he avrebbe portato la Formula Uno a correre ad Abu Dhabi e - in tempi recentissimi, l'anno scorso - in Qatar ed in Arabia Saudita. Ad imporsi nell'edizione inaugurale fu Michael Schumacher con la straordinaria Ferrari F2004.
La Scuderia di Maranello si sarebbe ripetuta a Sakhir nel 2007 e nel 2008 (vittorie consecutive di Felipe Massa), nel 2010 con Fernando Alonso (vittoria al debutto sulla Rossa per lo spagnolo e doppietta con lo stesso Massa) e più recentemente con i successi back-to-back di Sebastian Vettel nel 2017 e nel 2018. Il tedesco aveva tagliato per primo il traguardo anche nel 2012 e nel 2013: un poker di successi secondo solo alla cinquina di Lewis Hamilton, aperta dal Re Nero nel 2014, il primo anno in cui il GP del Bahren (e da allora sempre) è andato in scena "by night".
Della storia di Sakhir fa parte anche il doppio GP del 2020 quando - per ovviare alle tante cancellazioni legate all'emergenza sanitaria, il 29 novembre si corse il GP del Bahrein passato alla storia per il terribile incidente di Romain Grosjean ed il 6 dicembre di GP di Sakhir vinto da Sergio Perez con la Racing Point e disputato su ottanta (!) giri dell'Outer Circuit da tre chilometri e mezzo, coperto dalle monoposto della massima formula in meno di un minuto (pole positon di Valtteri Bottas in 53 secondi e 377 millesimi).