L'ANALISI

Rabbia Juventus, ma la strada per l'Europa è quella giusta

I pali e il mancato rigore nel finale fanno crescere i rimpianti in vista del ritorno col Nantes, ma la fluidità tattica e il tridente danno fiducia

"Non temiamo sanzioni dalla Uefa" aveva dichiarato prima della partita col Nantes il Chief Football Officer della Juventus Francesco Calvo, ma il rigore non fischiato ai bianconeri nel finale della sfida coi francesi assomiglia molto a una piccola penalizzazione... Un fischio davvero dubbio che non fa altro che accrescere i rimpianti per una partita di certo mai dominata dalla squadra di Allegri ma senza dubbio sfortunata, la cui immagine simbolo è la traversa-palo di Chiesa nel secondo tempo. L'1-1 è un risultato pericoloso per i bianconeri in vista del ritorno, un risultato brutto se si considera che il Nantes è 13esimo in Ligue 1, ma un risultato che sta stretto a una Juventus che ha usato la fluidità tattica e sfruttato l’istinto di Di Maria per provare sempre a comandare il match.

Il 4-3-3 di Allegri diventava 3-5-2 o ancora 4-4-2 a seconda delle invenzioni e delle intuizioni dell'argentino, sempre più leader della squadra e del tridente formato anche da Chiesa e Vlahovic, che coi loro rientri hanno ridato qualità e gol alla Juve. Per questo nonostante il calo che ha portato al pari e il risultato negativo bisogna guardare con fiducia al futuro, perché con questo atteggiamento più "europeo" la Juve può davvero sognare di arrivare fino in fondo all'Europa League, che come ha detto anche Allegri è diventato il vero obiettivo stagionale. 

"E' inutile piangersi addosso e stare a dire, mano, rigore, c'era il secondo giallo, abbiamo fatto 1-1, potevamo fare meglio", ha detto un Allegri infuriato nel dopo-partita. Anche questa è la mentalità che può portare la Juve fino in fondo.