L'ANALISI

Dalla pancia piena del Napoli ai dolori di Mou: chi sfida Inter e Milan?

I campioni d'Italia hanno perso la fame scudetto, la Juve ha i difetti di un anno fa e i giallorossi, tra infortuni e inserimento dei nuovi, non trovano la quadra. Lazio e Atalanta hanno cambiato marcia: chi correrà per scudetto e Champions?

di Alessandro Franchetti

Inter, Milan e poi le altre. Alla prima curva del campionato, il bilancio delle sette sorelle è variegato ma comincia a restituire una misura, sia pure molto provvisoria, delle aspettative di Napoli, Juve, Roma, Lazio e Atalanta per questo campionato. La forbice è larga e va dai 7 punti dei bianconeri fino all'unico fin qui raccolto dalla squadra di Mourinho. In mezzo i sei di Gasperini e Garcia e i tre di Sarri, reduce dal successo in casa dei campioni d'Italia. Ma come stanno le rivali scudetto di Inter e Milan?

LA PANCIA PIENA DEL NAPOLI
La prima evidenza pensando al Napoli è che i campioni d'Italia possano avere un po' la pancia piena da scudetto. L'esordio contro il Frosinone, neo promosso, non è stato dei più semplici anche se, subito il gol, Osimhen e compagni hanno reagito da grande squadra e rimesso subito le cose a posto. Tutto facile contro il Sassuolo, ridotto però in dieci per l'espulsione di Maxime Lopez, tutto troppo brutto contro la Lazio, che ha inflitto la prima sconfitta stagionale agli azzurri e tolto al Napoli la prima posizione in classifica dopo la bellezza di 40 giornate. Il neo più evidente riguarda la difesa, dove Juan Jesus non può non far rimpiangere un gigante come Kim e dove si attende ancora l'inserimento di Natan. Il resto della squadra è pressoché identica all'anno scorso, con una postilla importante relativa a Kvara, comunque fin qui positivo: il georgiano resta imprendibile, ma le avversarie hanno imparato a conoscerlo e, quindi, a limitarlo almeno in parte. E' però la minore aggressività in non possesso a saltare agli occhi: il Napoli di Garcia difende diversamente e a tratti aspetta l'avversario. La forza della squadra di Spalletti stava però nel recupero alto del pallone. Forse il tecnico francese dovrebbe ripensare la sua strategia.

JUVE, IL GIOCO E' ANCORA UN'IPOTESI
Nonostante qualche mugugno, Allegri alla fine è quello che sta tenendo maggiormente il passo delle milanesi. Vero: il calendario era facile facile, ma i bianconeri hanno comunque raccolto 7 dei 9 punti disponibili e sono ancora a distanza di sicurezza dalle prime. Il solito, grande, nodo, riguarda il gioco. La prima Juve dell'anno, ottima a Udine, aveva un po' illuso sul cambiamento di mentalità. Contro Bologna ed Empoli, invece, si è tornati all'antica. Manovra lenta, scarso movimento e ultimi 30 metri affidati solamente alle intuizioni dei singoli. Tra i quali, tra l'altro, Vlahovic continua abbondantemente a sbuffare e Chiesa, pur positivo, va com'è nella sua natura, a sprazzi. Il centrocampo è il problema maggiore: la differenza tra la mediana di Allegri e quella di Inter, Milan (ma anche Napoli e Lazio) è abissale per qualità e fisicità. Tra i nuovi, Weah non ha ancora convinto a sufficienza, meglio ha fatto Cambiaso. La sensazione è che i bianconeri siano dietro a parecchie dirette avversarie, ma la risposta la daranno i primi scontri diretti, a partire da Juve-Lazio in programma alla ripresa.

LAZIO A DUE VELOCITA'
La Lazio è la meno decifrabile delle grandi. Ha fatto molto male nelle prime due uscite stagionali e molto bene contro il Napoli. La costanza di rendimento, fondamentale lo scorso anno per strappare un secondo inatteso posto in classifica, non sembra esattamente la stessa. La difesa che un anno sembrava impenetrabile comincia a scricchiolare e in mezzo si fa sentire la mancanza di Milinkovic, sia per la fisicità in fase difensiva sia per il contributo in termini di assist e gol in quella offensiva. Luis Alberto si è preso la squadra sulle spalle, il resto è affidato a giocatori che hanno talento ma sono molto alterni come Felipe Anderson o Zaccagni. Kamada sta crescendo, Guendouzi ha esordito benissimo e si prenderà molto presto un posto in squadra da titolare. Ha fisicità e dinamismo, serve come il pane. Le alternative sono il solito problema: poche e di valore relativo. 

ATALANTA: CHE COPPIA DE KETELAERE-SCAMACCA
L'Atalanta, punti 6, continuerà a essere un fattore del campionato anche se, come la Lazio di questa prima parte di stagione, non abbonda di continuità. Rispetto all'anno scorso la rosa è sicuramente migliorata e l'inserimento dei nuovi, da De Ketelaere a Scamacca, ha fin qui avuto grande impatto. La squadra è nel suo complesso equilibrata, un misto di fisicità e tecnica e corsa. Il gioco di Gasp è una garanzia, ma sarà molto importante il lavoro sulla testa dei giocatori: non si può passare dalle ottime vittorie contro Sassuolo e Monza allo scivolone contro il Frosinone senza batter ciglio. L'attacco resta di grande livello nonostante la partenza di Zapata e Hojlund e attenzione a El Bilal Touré: non si è ancora visto, ma è un giocatore che potrà fare una grande differenza.  

LA ROMA SI AGGRAPPA A LUKAKU E DYBALA
Classifica a parte, l'ultima della fila è sicuramente la Roma. Sulla carta Dybala-Lukaku è un attacco che non ha forse nessuno in Serie A, ma le condizioni fisiche dei due, specialmente l'argentino, saranno un fattore determinante. Contro il Milan la formazione di Mourinho non è esistita fino all'espulsione di Tomori. Poi, grazie anche all'inserimento di Big Rom, ha cambiato faccia. Romelu farà tutta la differenza del mondo, ma non può caricarsi da solo sulle spalle la manovra di una squadra che sembra senza gioco, molto portata a difendere e molto poco a offendere. L'alta tensione rimane il diktat "mourinhano", non sappiamo se sia l'arma vincente. La Roma è il punto di domanda più grande del campionato: potrebbe diventarne la sorpresa o la maggiore delusione. Lo scopriremo.