L'ANALISI TATTICA

Vado al Max: com'è cambiata la Juventus per puntare all'obiettivo tricolore

 I bianconeri sono tornati ai livelli del passato nella classifica di Serie A

di
@Getty Images

Per lo spettacolo andate al circo. Max Allegri ha sempre risposto così a chi gli faceva notare lo scarso appeal della sua Juventus. Il calcio è un gioco semplice è l'altro grande mantra dell'allenatore bianconero insieme all'immortale "le chiacchiere le porta via il vento e le biciclette i livornesi". Guardando la Juve 2023/24 sicuramente non si rimane incantati dalla bellezza della manovra (ma questo ai tifosi interessa poco finché arrivano i tre punti). Si inizia però a vedere qualcosa di diverso e di meno basico in fase di possesso palla.  

Allegri è sempre stato bravissimo a gestire i campioni non solo dal punto di vista della compattezza del gruppo ma anche nel saper scegliere, di gara in gara e nei vari momenti della partita, chi mettere in campo e quando. Con la rosa scesa di livello, e con un calcio diventato nel frattempo più organizzato, il suo ritorno alla Juventus è stato oggettivamente al di sotto delle aspettative, sia a livello di gioco che di risultati (due anni senza trofei, un'eternità in casa bianconera). 

Ecco perché, all'inizio di questa stagione, si è arrivati al compromesso di lasciare Max in panchina con la richiesta di dare alla squadra un'impostazione un po' più in linea con i tempi. E qualcosa si sta muovendo, anche se la qualità estetica delle prestazioni lascia sempre a desiderare. Siccome, però, da quelle parti "vincere è l'unica cosa che conta", si è finalmente giunti alla conclusione che per cercare i tre punti bisogna avere anche una minima organizzazione anche in fase offensiva.

Fino alla scorsa stagione (e in qualche occasione anche in questa) la scelta era quella di alzare subito le mezzali, svuotando in pratica il centrocampo, e affidandosi alla ricerca immediata della profondità. Le alternative erano quelle di passare dall'esterno, sfruttando il più possibile i cross dalle fasce, o sperare in qualche "strappo" palla al piede degli elementi dotati della 'gamba' giusta. Il resto della fase offensiva in mano alle palle inattive (arma letale anche quest'anno).

Sarà stato l'arrivo di qualche elemento nuovo nello staff tecnico o un preciso diktat dirigenziale ma qualcosa di più sofisticato, in questa Juve, si inizia a intravedere. Nella partita contro l'avversaria diretta per il titolo, l' Inter di Inzaghi, i bianconeri hanno saputo inceppare l'uscita palla nerazzurra alzando McKennie ad accompagnare le due punte in pressione sui tre difensori nerazzurri, sporcando così la manovra di Inzaghi, con l'aiuto delle mezzali, degli esterni e dei centrali difensivi pronti a seguire i movimenti a ritroso degli attaccanti dell'Inter. 

Momenti di pressing alto, anche se non continuative, si sono viste in altre partite stagionali, così come una fase di costruzione più complessa e in linea con i dettami del calcio attuale. Partendo dal 3-5-2, il sistema bianconero, in fase di possesso palla, può diventare un 4-3-3, con Gatti che si allarga e Kostic che si abbassa, Locatelli (o Nicolussi Caviglia) che diventa il perno centrale, due intermedi come McKennie e Rabiot, e Cambiaso, a destra, che si alza in linea con Vlahovic (o chiunque sia la prima punta), con Chiesa largo a sinistra. Tutto questo crea l'opportunità di sfruttare delle catene di gioco esterne, con la possibilità di sfruttare anche, come appoggio, l'attaccante centrale che viene incontro. 

Particolarmente interessanti anche le rotazioni a destra con Cambiaso e McKennie che si scambiano la posizione, con l'esterno che viene dentro al campo a formare una coppia di regia insieme al play. Nel secondo tempo con in Cagliari, per esempio, la Juventus si è schierata con due centrali (Bremer e Rugani), quattro centrocampisti (con Gatti allargato a destra, Kostic a sinistra e Locatelli e Cambiaso in mezzo), e quattro punte (McKennie e Miretti sulle fasce e Kean e Chiesa al centro). 

Qualcosa inizia a muoversi, insomma. E il fatto che la Juve sia lì, a due punti dalla vetta, non è solo dovuto al fatto che non abbia impegni a metà settimana. 

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