L'ANALISI

Inter, Inzaghi nel mirino per colpa delle seconde linee e... della Juventus

Il pareggio con la Real Sociead che costa il primo posto nel girone è figlio del massiccio turnover e del voler puntare soprattutto allo scudetto della seconda stella

di Alberto Gasparri

Dopo il Benfica, la Real Sociedad. L'Inter ha chiuso il girone di Champions League con due pareggi, che lasciano l'amaro in bocca e rischiano di condizionare parecchio il proseguimento della campagna europea nerazzurra. Con il secondo posto alle spalle degli spagnoli, la squadra di Inzaghi pescherà una big negli ottavi di finale, quando invece avrebbe potuto avere un turno decisamente abbordabile considerate le seconde degli altri raggruppamenti. Ma ormai il danno è fatto e nel mirino dei tifosi è finito Simone Inzaghi. Perché le sue scelte di formazione, sia a Lisbona, sia a San Siro, non sono piaciute. Troppe seconde linee in campo contemporaneamente per non inceppare un ingranaggio perfetto come l'Inter di oggi.

I vari Cuadrado, Frattesi, Carlos Augusto, Sanchez, Arnautovic e via dicendo hanno mostrato limiti tecnici, di condizione e di affiatamento e alla fine non hanno dato le risposte sperate. Colpa di Inzaghi, certo, ma anche... della Juventus. Perché il primo obiettivo dell'Inter è e resta vincere lo scudetto, quello che regalerebbe la tanto agoniata seconda stella, e avere i bianconeri alle calcagna in classifica sta scombinando i piani di Lautaro e compagni. Che speravano di poter gestire con maggiore tranquillità la corsa al tricolore e invece si trovano costretti a rispondere colpo su colpo alla banda di Allegri.

Così, messo al sicuro il passaggio del turno, la Beneamata si è quasi trovata obbligata a far rifiatare i titolari in Champions League per schierare l'undici migliore in campionato in un periodo in cui se l'è dovuta vedere con la stessa Juve, il Napoli e adesso la Lazio. E da qui ecco spiegata la doppia frenata che complica i piani verso Wembley.

Certo, dalla finalista di Istanbul ci si aspettava decisamente di più in un girone di livello medio-basso, anche considerata la crisi del Benfica, che sulla carta avrebbe dovuto essere il primo avversario interista. Invece, più di uno non ha risposto presente e adesso Inzaghi si ritrova con il dubbio di non poter far troppo affidamento su un turnover massiccio. Almeno finché la Juve resterà agganciata alla locomotiva nerazzurra.