La Juve ricacciata a quattro punti, la prestazione di Bisseck con tanto di gol che conferma la bontà dell'investimento sul difensore tedesco, l'assist immaginifico di Arnautovic, i minuti di Pavard da quinto, la presenza dominante di Barella, l'ennesimo clean-sheet portato a casa da Sommer... Sono solo alcune delle certezze che Simone Inzaghi si è portato a casa dopo il successo contro il Lecce, per godersi un Natale saldamente in vetta alla classifica, scorrendo con gli occhi i numeri di una prima parte di stagione che solo nella prima epoca manciniana (stagione 2006/07) erano stati migliori. Ora due giorni di riposo, i primi consecutivi da metà luglio, poi il Genoa, ultima del 2023 da affrontare ancora senza Lautaro e senza Dimarco, sperando almeno nel recupero di Dumfries.
Piccola emergenza infortuni che al giro di boa contro il Verona di inizio 2024 Inzaghi si augura possa essere già archiviata, confidando anche sul lavoro degli uomini mercato nerazzurri e, soprattutto, sul placet presidenziale all'operazione Buchanan già grossomodo già definita da Marotta e Ausilio con il Bruges e con lo stesso giocatore. Se Zhang pronuncerà il suo sì, l'idea è infatti quella di avere l'esterno canadese già per l'Hellas o, al più tardi, per il match successivo col Monza. Al di là dei rinnovi annunciati di Dimarco, Mkhitaryan e Lautaro, è questa la sola operazione programmata sul fronte mercato. Al momento non sono contemplati investimenti in attacco: c'è fiducia, insomma, in Arnautovic e anche in Sanchez.
Basteranno per permettere a Lautaro e Thuram di rifiatare? In società sono convinti di sì - considerando anche la duttilità di Mkhitaryan - Inzaghi vorrebbe invece in cuor suo che la coperta si allungasse. Ogni discorso, però, è temporalmente rimandato al post Supercoppa Italiana, per un eventuale accelerazione last-minute.