IL FUTURO

Il Milan è già oltre Pioli: i tifosi vogliono Conte, Ibra ci lavora. Ma non è la sola pista

 Il tecnico non sarà confermato per la prossima stagione nonostante il contratto in scadenza nel 2025. La lista dei successori è lunghissima, ma la scelta non è ancora stata fatta

di
@Getty Images

Dipendesse dai tifosi, che si sono già palesemente sbilanciati sul desiderio di cambiare la guida tecnica, il nuovo allenatore del Milan sarebbe uno e uno solo: Antonio Conte. I dubbi, e basta farsi un giro sui social, sulla questione sono prossimi allo zero. Il popolo rossonero vuole l'ex ct, per motivi diversi ma che si portano dietro un preciso comun denominatore: Conte è unanimamente considerato un vincente e, soprattutto, l'uomo capace di restituire dinamismo, carattere ed equilibrio a una squadra che, oggi, sembra un po' allo sbando, certamente svuotata e senza apparenti margini di crescita. Aggiungiamo: fosse per Conte, la volontà dei tifosi del Milan sarebbe facilmente assecondata. Ha le sue pretese, certo, più tecniche che economiche, ma anche il desiderio nemmeno troppo nascosto di ripartire da un club con una storia importante e una base solida su cui lavorare.   

Che desideri e speranze dei tifosi possano però trasformarsi in realtà è altra cosa. Antonio Conte è considerato ingombrante e il timore è sempre quello che pretenda troppo sul mercato. Insomma, magari non costoso lui a livello contrattuale - sembrerebbe disposto ad abbassare le sue pretese, comunque alte - ma certamente impegnativo quando si tratta di costruire la squadra del futuro. Lui, come tanti altri allenatori o più di altri allenatori, vuole dire la sua e, soprattutto, essere per quanto possibile accontentato. I lavori sono comunque in corso (senza scordare che sull'ex tecnico dell'Inter è forte anche il pressing del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis) e della "questione" se ne sta occupando direttamente Ibrahimovic che nei giorni scorsi ha avuto un contatto diretto con l'interessato. Un confronto che lascia dunque aperta la via a un matrimonio non impossibile per quanto ancora complicato.

Detto questo,  la margherita sfogliata dal club alla ricerca del post-Pioli è ampia e piuttosto variegata, per non dire in certi casi esotica. I nomi usciti solo nelle ultime 24 ore sono moltissimi: Thiago Motta a parte, destinato alla Juve, si è parlato di Lopetegui, Fonseca, Galtier, Gallardo, Sergio Conceiçao e perfino di Van Bommel, vecchio, amatissimo, cuore rossonero. Unica eccezione alla marcata esterofilia - è il partito che parrebbe prevalere nel Milan -, quel Roberto De Zerbi che tanto bene sta facendo in Inghilterra.

Dato che dalla società trapela l'idea di "cambiare solo per migliorare", ci sarebbe da chiedere quali tra questi tecnici potrebbe portare un upgrade deciso al Milan che verrà. Ma questo è un altro discorso. Oggi vale piuttosto questa incertezza, che si unisce ai balbettii del campo e che tanto bene, proprio, non fa, specie pensando che lunedì ci sarebbe un derby da salvare, se non proprio da vincere, per evitare di farsi sbattere in faccia il fallimento, sotto forma di scudetto della seconda stella, dall'Inter proprio davanti ai propri tifosi. Perché se la società Milan vuole provare a mantenere il giusto di autonomia nelle scelte, sarebbe bene che si evitasse un'entropia ancora maggiore di rabbia perdendo l'ennesimo confronto con i nerazzurri. In fondo è l'ultimo appuntamento ancora legato al presente di questo campionato. Dopo, in qualche modo, bisognerà guardare davvero oltre. 

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