Un anno fa Cristian Chivu è arrivato sulla panchina dell'Inter tra lo scetticismo generale. Oggi, dopo 11 mesi, ha già messo la firma su uno scudetto e una finale di Coppa Italia. Un bilancio straordinario per un allenatore alla prima stagione intera in Serie A. Pur non avendo stravolto il sistema di gioco dei nerazzurri, partita dopo partita il romeno ha mostrato il suo valore e in questo ventunesimo tricolore c'è anche tanta farina del suo sacco. L'aspetto che più ha stupito del suo bagaglio tecnico da allenatore è il dato relativo alla gestione dei cambi: in 20 partite tra tutte le competizioni, un subentrato ha inciso direttamente con gol, assist o rigore procurato. Una capacità che, numeri alla mano, ha trasformato la panchina in una delle armi decisive della stagione nerazzurra.
I casi più eclatanti probabilmente sono quelli nelle partite contro Juventus e Como. L'Inter a Torino perderà 4-3 con il tiro da fuori di Adzic, ma prima Chivu era riuscito a girare la partita con tre cambi potenzialmente esplosivi: al 65esimo, con i nerazzurri sotto per 2-1, escono Lautaro, Barella (rispettivamente capitano e vice della squadra) e Carlos Augusto per Bonny, Zielinski e Dimarco. In 20 minuti l'Inter ribalta la partita andando sul 2-3. In entrambi i gol nerazzurri c'è lo zampino di un subentrato: prima l'assist di Zielinski, poi quello di Dimarco.
Contro il Como invece, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, sotto 0-2, Chivu al 60esimo sostituisce Dimarco e Zielinski, tra i migliori per rendimento di questa stagione, per inserire Diouf e Sucic. Anche qui i cambi, coraggiosi, si rivelano azzeccatissimi: il francese punta e dribbla con coraggio, mentre il croato diventa protagonista assoluto della rimonta con due assist e il gol del definitivo 3-2.
I subentrati in questa stagione stanno avendo un impatto superiore rispetto alla scorsa: con Inzaghi sono state "soltanto" 15 (a fronte anche di un numero maggiore di partite giocate, 56) le partite in cui c'è stato un contributo decisivo dalla panchina.