Una protesta plateale, per rendere visibile a tutti il loro disappunto. È quella che hanno messo in atto le ginnaste ucraine Sofiia Krainska e Varvara Chubarova, rispettivamente argento e bronzo agli Europei di ginnastica in svolgimento a Varna, in Bulgaria.
Occhi, bocca e orecchie coperte. Il motivo è semplice: le vincitrici delle loro gare erano rispettivamente Iana Zaikina e Kira Babkevich, ossia un'atleta russa e una bielorussa, circostanza che ha portato alla riproduzione dell'inno delle loro nazioni sul podio.
Krainska e Chubarova però non ci stanno e boicottano il momento del trionfo delle atlete che rappresentano gli stati con cui la loro Ucraina è in guerra dall'ormai lontano 2022. L'episodio è figlio della decisione di maggio della Federazione Internazionale di ginnastica, che ha deciso di riammettere anche le atlete russe alle competizioni, con tanto di bandiere e simboli ufficiali. Una scelta che ha portato allo scontro con il Cio, che aveva chiesto il mantenimento della sospensione ai russi.
Sempre a inizio mese, il Cio aveva rimosso le restrizioni per gli atleti bielorussi. Mentre in altri sport, come la boxe e il nuoto, a inizio 2026 le federazioni internazionali avevano già riaperto ai russi, con bandiera neutrale nel caso del pugilato e con regole più stringenti sui controlli antidoping nel nuoto.