L'impresa di Dario Costa: atterra e decolla da un treno in corsa

Il pilota acrobatico italiano si posa e riparte in decollo verticale da un treno merci lanciato a 120 km/h in Turchia

L’atleta Red Bull Dario Costa ha scritto di nuovo una pagina di storia dell’aviazione con una doppia manovra mai tentata prima al mondo: ai comandi del suo aereo acrobatico, si è posato su un treno merci in movimento alla velocità di 120 km/h, per poi decollare nuovamente dalla stessa piattaforma, ricavata su un vagone container.

Train Landing, questo il nome del progetto, è il risultato di mesi di analisi ingegneristiche, simulazioni, preparazione al volo e studio di protocolli di sicurezza, per raggiungere il massimo coordinamento tra sincronizzazione delle velocità, controllo aerodinamico, allenamento cognitivo e precisione millimetrica nelle tempistiche.

Dopo il progetto “Tunnel Pass” del 2021 – in cui Costa ha compiuto un volo radente attraverso due gallerie autostradali nei pressi di Istanbul – il pilota italiano è tornato in Turchia per valutare la fattibilità di una nuova impresa. Durante quella visita, l’incontro con un treno passeggeri storico a Kars, nel nord-est del Paese, ha acceso la sua immaginazione riguardo la possibilità di compiere un atterraggio non convenzionale in condizioni non statiche.

Analisi approfondite e studi sul campo hanno infine individuato Afyonkarahisar come località ideale per le caratteristiche dell’infrastruttura ferroviaria (con un tratto rettilineo di 2,5 km di binario), le condizioni operative e la morfologia della zona, tali da consentire l’esecuzione del progetto in un ambiente controllato e sicuro.

La preparazione è iniziata con largo anticipo: sono stati condotti accurati studi aerodinamici per stimare con precisione le condizioni fluidodinamiche che Costa avrebbe incontrato avvicinandosi a un treno merci in corsa, che tipicamente genera una forte turbolenza di scia e un flusso d’aria instabile sopra i container, col risultato che la velocità dell’aria poteva essere inferiore anche di 33 km/h (18 nodi) rispetto a quella del treno. Di riflesso, il pilota sarebbe stato chiamato a continue correzioni, per pareggiare esattamente la velocità col treno e mantenere il controllo longitudinale e laterale. Infine, la piattaforma (montata sopra il 9° e ultimo vagone-container del convoglio) sarebbe rimasta fuori dal campo visivo di Costa per tutta la fase finale di avvicinamento, obbligando il pilota a fare affidamento esclusivamente sulle proprie capacità, affinate da un opportuno allenamento cognitivo, per ottenere l’allineamento corretto.