
A pensare che uno così, diventato famoso per la calma, anzi la "halma" alla toscana, uno che ti guarda con quel sorriso lì, diventato anche un meme, possa aver già messo insieme tre espulsioni in stagione, fa un po' strano. Vero, ma è anche vero che Massimiliano Allegri è un tipo fumantino. Contro Bologna, Lazio e Como non ce l'ha proprio fatta a finire la partita. Se l'è presa con gli arbitri oppure con gli allenatori avversari, come successo con Fabregas nel recupero.
Magari si spegne subito ma, quando si accende, Allegri non guarda in faccia a nessuno: neanche alle sue giacche, a partire dal famoso cappotto lanciato a Carpi dieci anni fa, quando vedeva la sua Juve troppo arroccata nel finale per difendere il vantaggio. La giacca, invece, era stata la sua vittima nell'ultima partita allenata prima di questa stagione
Una scena che in qualche modo gli era costata la panchina della Juve e una squalifica che non gli aveva permesso di sedersi in panchina al ritorno al Milan, ad agosto in Coppa Italia contro il Bari. Ora nel duello scudetto ci è finito pure lui e anche se ultimamente sembra decisamente nervoso a uno che quello sguardo un po' così, proprio non ce la fai a dargli il ruolo del cattivo.