

La storia di Trivi, il pugile "Four Fingers": "Sul ring nonostante la malattia, lotto per mia figlia"
Il percorso di Harold Trivino Caicedo: la passione per il pugilato, le difficoltà inaspettate e poi la rinascita anche grazie a Ludovica
Harold Trivino Caicedo, prima ancora di essere un pugile, è un ragazzo a cui il pugilato ha cambiato la vita.
Nato in Ecuador e cresciuto a Cornigliano, nella periferia di Genova, Harold ha affrontato fin dall'infanzia l'assenza della figura paterna. Un percorso in salita, caratterizzato da incertezze e dalla ricerca di un punto di riferimento che arriverà solo durante l'adolescenza.
La svolta arriva a 16 anni, quando entra per la prima volta nella palestra Rossetto Boxe di Arenzano. La passione diventa quotidianità, la quotidianità il suo intero mondo. Con il passare del tempo, l'impegno e la dedizione gli permettono di affermarsi nel panorama dilettantistico, collezionando incontri e costruendo passo dopo passo il proprio cammino da pugile.
Quando la sua carriera sembra prendere slancio, nel 2019 emerge però un problema inatteso. Dietro a un dolore persistente alla mano sinistra, inizialmente attribuito alle conseguenze dell'attività agonistica, si nasconde un sarcoma che ha colpito il mignolo. La diagnosi impone una scelta drastica: per fermare la malattia è necessario amputare il dito. Da qui il suo soprannome da pugile: Four Fingers, letteralmente “quattro dita”. L'intervento viene eseguito nel marzo del 2020 e segna uno dei momenti più delicati della sua vita, sia dal punto di vista umano sia da quello sportivo.
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Harold, però, si rifiuta di arrendersi. Nella sua vita, nel 2021, arriva Ludovica, una figlia che lui chiama “rinascita”, e che anima i suoi giorni più bui. Il pugilato, dalla sua vita, invece non esce mai. Fino all’ottobre 2023, quando contro ogni pronostico, Harold torna a competere in un incontro di boxe.
La sua storia va oltre il risultato sportivo. È una testimonianza viva e pulsante di umanità e resistenza. La storia di un ragazzo che alla figlia, prima di dormire, promette sempre: “diventerò una stella”.